Rassegna Cinema TUTTI NELLO STESSO PIATTO 2017

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Ecco la scaletta dell’edizione 2017
16 Marzo: WHEN TWO WORLDS COLLIDE
30 Marzo: POVERTY INC
13 Aprile: PLANETARY
27 Aprile: IN DEFENCE OF FOOD
11 Maggio (doppia proiezione): GRINGO TRAILS e a seguire UN MONTE D’ACQUA
25 Maggio: FOOD RELOVUTION

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Coltiviamo diritti – Appello per una campagna nazionale per la dignità e la legalità del lavoro in agricoltura

coltiviamodiritti.altervista.org

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Il 28 maggio 2016, a Roma, presso il MONK, in via Giuseppe Mirri 35,

Workshop di apertura della campagna “Coltiviamo Diritti”


Ogni anno circa 400 mila lavoratori e lavoratrici vivono condizioni di sfruttamento e lavoro nero. Di questi, almeno l’80% sono stranieri e 100 mila di essi vivono in condizioni di grave sfruttamento sino a comprendere casi accertati di riduzione in schiavitù. Persone dal quotidiano segnato dalla negazione di molti diritti, lavoratori invisibili i cui sacrifici alimentano il business delle agromafie, stimato in circa 16 miliardi di euro solo nel 2015.
Il comitato promotore, Aiab Nazionale, Asgi, Arci, Cgil Nazionale, Cittalia, Flai Cgil, Fondazione Di Vittorio, In Migrazione, Legambiente, Parsec e Res, intende costruire un’azione forte e duratura che contrasti questa realtà.
“COLTIVIAMO DIRITTI – Campagna nazionale per la dignità e la legalità del lavoro in agricoltura” vuole essere lo strumento per l’affermazione dei pieni diritti di chi lavora in agricoltura attraverso quattro obiettivi:
• Promuovere strumenti per studiare e analizzare il fenomeno e l’applicazione delle norme vigenti, sia italiane che europee, che portino allo sviluppo di politiche per un’agricoltura di qualità e rispettosa dei diritti;
• Costruire iniziative che stimolino le imprese a comportamenti più attenti e eticamente sostenibili e diano ai consumatori migliori strumenti per compiere scelte di consumo più responsabili;
• Costruire un’ampia rete multidisciplinare contro lo sfruttamento in agricoltura, per rafforzare le lavoratrici e i lavoratori, per l’emersione e la legalità del lavoro, per facilitare e proteggere chi reagisce e denuncia;
• Sostenere una informazione responsabile, corretta ed oggettiva che favorisca una maggiore attenzione sul tema.
Coltiviamo diritti parte con un workshop che si svolgerà il 28 maggio 2016, a Roma, presso il MONK, in via Giuseppe Mirri, 35. Una giornata di approfondimento, confronto e discussione, articolata in gruppi di lavoro tematici per valorizzare e favorire l’elaborazione di proposte comuni che verranno restituite in assemblea plenaria. Il workshop del 28 maggio sarà l’occasione per definire in maniera condivisa priorità, azioni e mezzi per il raggiungimento degli obiettivi della Campagna. Sono stati invitati a partecipare rappresentati delle istituzioni, del mondo del lavoro, del terzo settore e dell’informazione, che operano a diverso titolo nell’ambito del lavoro in agricoltura, dell’intervento, dell’inclusione e della ricerca sociale.
Roma, 10 maggio 2016

Ufficio Stampa “COLTIVIAMO DIRITTI”
Antonia Marraffa: tel 0685797203
Antonio Di Maria: tel 3480397487
Mail: comunica.coltiviamodiritti@gmail.com
coltiviamodiritti.altervista.org

101 Piccole Rivoluzioni – Il libro di Paolo Cacciari per Altreconomia

Altreconomia segnala l’uscita di “101 piccole rivoluzioni”, il nuovo libro di Paolo Cacciari pubblicato da Altreconomia. 101 esperienze concrete e azioni di resistenza che – da tutta Italia – cambiano la propria comunità e il modello di società verso un’economia eticamente orientata. 101 storie di economia solidale e buone pratiche dal basso tra le quali alcune hanno per protagonisti i Gas, i Distretti, le Reti:

 www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=314

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“101 piccole rivoluzioni. Storie di economia solidale e buone pratiche dal basso“. Non basta l’indignazione: in questo libro il racconto delle esperienze concrete e delle azioni di resistenza che – da tutta Italia – cambiano la propria comunità e il modello di società verso un’economia eticamente orientata. 101 buone prassi di economia solidale e di  buen vivir, dall’agricoltura alla finanza, dall’urbanistica alla salute: per la prima volta una raccolta così ampia – curatissima e aggiornata – di progetti da tutta Italia, capaci di scardinare dal profondo il sistema fondato sul “capitale”. Perché non solo sperimentano  best practice socio-economiche a 360 gradi, ma propongono un modello differente, fatto di responsabilità, collaborazione e sobrietà. Le 101 brevi storie raccontano infatti l’attività di singole persone, gruppi, collettivi, associazioni e movimenti sociali che – oltre a criticare i rapporti economici vincolati alla logica del profitto – sperimentano in concreto modelli di produzione, impresa e convivenza più sostenibili sotto l’aspetto ambientale, sociale ed economico. Una narrazione che dà voce a un popolo di “obiettori di coscienza al mercato”: contadini della filiera corta e consumatori critici dei Gruppi d’acquisto solidali, banchieri etici e “decrescenti”, attori della “semplicità volontaria” e permacultori, pubblicitari pentiti e molti altri. 8 i capitoli: tra i temi forti economie plurali, ambiente, terra e cibo, produzioni e consumi responsabili, cura del patrimonio di tutti e delle persone. L’autore sceglie i protagonisti di questa “rivoluzione anfibia” tra i contadini “genuini clandestini” e senza caporali, gli ortisti urbani e i custodi dei semi, gli operai delle fabbriche recuperate, i movimenti di difesa dei beni comuni e del territorio, i collettivi di piccola distribuzione organizzata locale e sostenibile, i giornalisti e i comunicatori fuori dal coro, gli amministratori e i cittadini che fanno incontrare economia solidale e Stato: dai pomodori liberati, alle reti della legalità, dai migranti imprenditori agli immobili ristrutturati a favore della comunità, decine di volti e gesti di economia alternativa.

La Carta di Panzano. Per un’agricoltura a pesticidi zero

A proposito di pesticidi sabato 3 ottobre alle ore 9.00 a Panzano si terrà un incontro molto interessante sull’uso dei glifosati e pesticidi e sugli effetti sulla salute.

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Sempre sull’argomento ecco un paio di articoli di Gian Luca Garetti usciti su La città invisibile:

Le 10 cose da sapere sui pesticidi
http://www.perunaltracitta.org/2015/09/16/le-dieci-cose-da-sapere-sui-pesticidi/
Anche in Toscana sta finalmente decollando un dibattito interessante sull’uso dei pesticidi, evidentemente dannosi alla salute ma non al profitto di imprese spregiudicate. La Città invisibile ne aveva già parlato nei mesi scorsi qui, oggi arriva il decalogo di Gian Luca Garetti, medico sentinella della Piana fiorentina e attivo in Medicina democratica e nel nostro laboratorio politico…

I pesticidi che mangiamo e cosa ci sta dietro
http://www.perunaltracitta.org/2015/04/23/i-pesticidi-che-mangiamo-e-cosa-ci-sta-dietro/
In Toscana (dati 2012) è un erbicida, chiamato glifosato, la sostanza attiva più venduta (oltre 100 tonnellate) per uso agricolo dopo lo zolfo. Anche nel Chianti i vigneti (come del resto quasi ovunque dai cigli delle strade alle ferrovie) vengono diserbati con questo composto che lascia dietro di sé una striscia orange, e che è coinvolto anche nelle culture di organismi geneticamente modificati (Ogm), come mais, colza e barbabietole.

La terra in buone mani

fonte: Distretto di Economia Solidale MOdena (DESMO)

L’azienda agricola  Testoni, che produce ciliegie e pere biologiche su un terreno di proprietà, si trova nella necessità di vendere il terreno, per un impellente bisogno di liquidità. Sono4,5 ettari circa, nella zona di Castelfranco Emilia (Mo).

Andrea ha costruito negli anni un ottimo rapporto con circa 60 GAS, dei quali una quarantina nel fiorentino e gli altri distribuiti  nel modenese e nel territorio regionale.
Questo “portafoglio” si è costituito gradualmente negli anni, e rappresenta oggi una rete solida e consolidata, forte di una fiducia e stima reciproca. L’intera produzione di ciliegie del 2014 è stata venduta al dettaglio e ai GAS, senza  distributori.
La decisione di mettere in vendita il terreno, oltre a rappresentare la dolorosa fine di un sogno per il produttore, è stata accolta con estrema preoccupazione da parte di tutti i gas che hanno rapporti con Andrea Testoni, la cui passione, serietà ed eticità sono ampiamente riconosciute oltre alla indubbia simpatia e calore umano. Ci sono state molte manifestazioni di solidarietà; l’unanime desiderio sarebbe che l’attuale proprietario potesse continuare a gestire  il frutteto con la medesima passione, competenza e attenzione alla sostenibilità che da sempre lo contraddistingue, perseverando in questa bella esperienza di resistenza e cura del territorio e dell’ecosistema.

Su questi presupposti il DES di Modena si è adoperato nella ricerca e nella valutazione di soluzioni che permettano di non disperdere il valore etico e la storia di questa azienda.

Un gruppo di lavoro formato da rappresentanti di alcuni gas econsiglieri DES, insieme al produttore e  consulenti qualificati, ha elaborato il seguente progetto di sostegno, che prevederà anche la possibilità di un utilizzo del terreno per attività ludico-ricreativo-culturale secondo le regole che si daranno i sostenitori del progetto.

LA TERRA IN BUONE MANI
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Le “ciliegie di Salarolo (*)” sono buone, Andrea le produce da anni con metodo biologico. Noi conosciamo l’amore di Andrea per la sua terra. Le sue ciliegie hanno dentro una storia: passione, cura sapiente, sostenibilità.

Noi desideriamo che tutto questo non finisca.

Chiediamo anche la tua solidarietà, la disponibilità ad investire un po’ di denaro per permettere di continuare  questo uso intelligente del territorio. Non si tratta certo di  un investimento di tipo speculativo, quanto piuttosto di usare i propri risparmi per creare ricchezza ecologica e sociale.

Lo puoi fare attraverso queste forme di solidarietà concreta:

° Acquisto di una o più piccole quote del terreno
° Libere donazioni

* Il fondo agricolo di Andrea è in via del Salarolo, nell’antichità su queste terre, nei pressi della via Emilia, c’erano i magazzini del sale degli antichi romani.

Il viaggio di Ines a Trieste, oltre i confini

Quest’anno l’incontro nazionale dell’economia solidale, Ines per gli amici, si è svolto a Trieste nel parco di San Giovanni. A pochi giorni dalla sua conclusione provo a riportare come ho vissuto questa esperienza.

I parchi degli ex Ospedali Psichiatrici si assomigliano un po’ tutti, viali alberati e file di casette, a Collegno come a Trieste; ma qui risiede un genio del luogo molto particolare: Marco Cavallo, il cavallo azzurro di legno e cartapesta, simbolo di liberazione dai confini.
Nel 1973, quando il direttore del manicomio Franco Basaglia ha deciso di aprirne i cancelli, la città ha accolto con una festa i pazienti che uscivano per la prima volta da quel luogo di segregazione, seguendo in un corteo trionfale Marco Cavallo, loro compagno di animazione teatrale.Trieste_2015_fiera_400
Marco Cavallo qui è famoso, tanto da essersi meritato una statua in ferro e da essere stato scelto come simbolo per l’incontro nazionale, che quest’anno è stato preceduto da una scuola estiva su orizzonti e concetti per l’economia solidale denominata “I dialoghi di San Giovanni” (qui trovi le dispense).
La scuola è stata aperta dalla lezione di Roberto Mancini, invitato in quanto ha da poco pubblicato il libro “Trasformare l’economia”, in cui tra l’altro confronta alcuni modelli praticati di economia alternativa per proporre una loro convergenza attiva. È stato questo il primo degli sconfinamenti che danno il titolo all’incontro di quest’anno, l’avvio da parte del mondo dell’economia solidale di una apertura verso altre forme di economia alternativa tramite la collaborazione su progetti concreti, come nel caso del progetto comune in campo assicurativo che vede coinvolti diversi soggetti che hanno da poco fondato l’associazione “verso la mutua di assicurazione – bene comune”. D’altronde, Trieste conosce bene cosa vuol dire essere schiacciata dai confini e il desiderio di liberazione che abbiamo sentito, ad esempio, alla sera nelle danze e musiche balcaniche.

La scuola, con 75 partecipanti da tutta Italia tra cui diversi giovani con le loro domande pungenti, dopo i confronti sugli strumenti dell’economia solidale e sulla transizione, si è conclusa venerdì sera con la lezione di Euclides Mance, filosofo brasiliano, che è stato una presenza costante durante questi giorni a Trieste ed un riferimento per le reti di economia solidale. L’avvio in Italia di questo percorso nel 2002 deve molto alla sua “Rivoluzione delle reti”, ed anche oggi ascoltarlo dà una grande soddisfazione per come è in grado di mostrare concretamente come siamo inseriti in un processo storico di trasformazione globale e quanto la strategia delle reti di collaborazione solidale come strumento per il benvivere possa contribuire a sostenere questa transizione.
Euclides propone una visione strategica che parte dalla analisi dei flussi che modellano la nostra vita e le strutture sociali per orientarli al fine di avviare processi che si autosostengono, liberando le forze produttive e creando sistemi di scambio in cui reinvestire le eccedenze. In questo modo è possibile costruire alternative pilotate dalle comunità che orientano i flussi e le forme sociali per soddisfare le loro necessità: potrebbero sembrare discorsi astratti fino a quando Euclides o gli altri partecipanti all’incontro non ti raccontano concretamente come nelle sue varie forme questa strategia di liberazione stia funzionando nei cinque continenti. Dal Brasile, dove l’economia solidale vale il 3% del prodotto interno lordo, al Messico, fino alla Grecia passando per la Germania secondo quanto abbiamo potuto sentire ai colloqui internazionali del sabato. Mentre Yannis Barkas dell’organizzazione Solidarity 4 All di Atene ci ha raccontato di come l’economia solidale si stia diffondendo attraverso diverse esperienze, soprattutto tra i giovani, dove fino a pochissimi anni fa era sconosciuta, Gunter Kramp ha descritto l’esperienza tedesca So.La.Wi. (Solidarische Landwirtschaft – Agricoltura Solidale) avviata nel 1988 su ispirazione della Community Supported Agriculture (CSA).

A Marburg a partire dal 2012 hanno organizzato la produzione di frutta e verdura secondo un sistema gestito dalla comunità che si sottrae alle logiche del mercato capitalista e non ha bisogno di ricorrere a finanziamenti esterni. Il meccanismo comunitario consente una solidarietà tra tutti i membri: dalla definizione del bisogno (pianificazione delle semine), alla ripartizione del lavoro (banca ore) alla partecipazione (differenziata e solidale) ai costi del raccolto al momento del rendiconto annuale; oggi esistono in Germania 75 di queste comunità di acquisto e altre 100 stanno per partire.

In tutto il mondo di fronte al mercato capitalista che si ritira in seguito alla concentrazione dei capitali tra le mani di pochi esistono due schemi di risposte: quello competitivo abituale che ripropone il tiro alla fune impersonale tra domanda e offerta, e quello più difficile ma molto più efficace nel soddisfare i bisogni che cerca le strade per uscirne insieme; in questi incontri mi rendo sempre più conto di quanto la storia dell’umanità stia sperimentando entrambi gli schemi, e quindi la direzione che seguiremo di fronte ai prossimi cambiamenti sia ancora indeterminata.
Insomma, il sogno della costruzioni di reti di collaborazione per il benvivere non solo continua a scaldare, ma muove una quantità crescente di persone e organizzazioni in un processo storico su scala mondiale; anche la costituzione dell’Ecuador riconosce e appoggia l’economia solidale come strumento per la sovranità alimentare ed il benvivere. Sta a noi avere la forza di tenere il passo per evitare di essere risucchiati dalle forme della vecchia economia, quella dell’era dei (combustibili) fossili.
Questo confronto con la storia e con le altre parti del mondo era il secondo degli sconfinamenti proposti in questo incontro nazionale, che ci ha portato tra le altre cose al confronto con i politici locali tra cui alcuni sindaci, il consigliere regionale primo firmatario di una legge regionale sull’economia solidale ora in discussione e la governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

L’immersione all’interno della fiera Bioest tra le vie del parco con 10mila visitatori e 170 stand tra produttori e associazioni ha inoltre consentito gli incontri nelle diverse aree in cui era organizzata la fiera: alimentazione, abitare, vestire, buen-vivir, servizi, distretti. La presenza dei produttori tutto intorno ci ricorda la necessità di agganciare le nostre riflessioni alla trasformazione dei circuiti di scambio in cui siamo inseriti; è un metro impegnativo, ma potremo misurare lo sviluppo delle nostre reti dai volumi degli scambi che muovono o spostano. Si tratta di operazioni complesse, da coordinare tra tutti gli attori coinvolti lungo la filiera, che non si risolvono in qualche giorno di scuola o di incontro.
La proposta di Ines è però stata quella di considerare i patti di filiera come uno strumento essenziale per indirizzare i flussi sotto il controllo della comunità. In questo senso, sulla filiera dell’energia, abbiamo assistito alla firma del patto fiduciario tra CO-energia ed ènostra per promuovere una filiera partecipata dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. Abbiamo anche visto porre le basi per la costituzione di un fondo di solidarietà nazionale con il coinvolgimento dei produttori ed i primi passi del gruppo tematico nazionale sulle monete complementari.
Continuano poi le collaborazioni con i vari soggetti dell’economia solidale, come testimoniato dai colloqui della domenica mattina su diversi temi, dalla vicinanza alla situazione critica delle MAG in cui il riconoscimento da parte del governo corrisponde ad una fortissima limitazione della loro operatività, dalla collaborazione con i soggetti del commercio equo e solidale all’interno della Fair Trade Week a Milano e con le organizzazioni internazionali della società civile che si occupano di cibo con la partecipazione ad Expo dei Popoli la settimana successiva.

Infine, il terzo sconfinamento sperimentato durante l’incontro, è stato quello verso le situazioni di fragilità, rese ancora più difficili dalla progressiva ritirata dello stato sociale, qui presenti nei volti degli utenti psichiatrici che si aggirano per il parco. La loro irruzione nella sessione dedicata al confronto con le istituzioni, con dieci minuti di abbracci regalati a politici e cittadini, ben rappresenta la necessità di trovare soluzioni al di fuori degli schemi che possano funzionare per tutti.
Rientrando a casa, sono sempre più convinto dell’utilità degli strumenti di analisi della geometria euclidea (flussi e reti) per studiare le forme dell’organizzazione sociale, e della potenza del postulato di Euclides, che teorizza le reti di collaborazione solidale come strumenti per il benvivere, nel disegnare i riferimenti dello spazio in cui ci muoviamo per la stipula di patti in grado di orientare i flussi e nella costruzione di comunità capaci di futuro in grado di dare ai patti un significato.

Tutto questo ci insegna Marco Cavallo, simbolo di libertà: la necessità di rischiare varcando i confini e accogliendo chi se ne libera, la volontà di democratizzare l’economia per piegarla ai bisogni delle comunità che abitano i luoghi, la necessità di coinvolgere i cittadini in questa festa di liberazione. Da qui passa la storia dell’umanità, roba da pazzi!

Garanzia Partecipata Toscana: ecco il calendario delle visite della zona Firenze-Val di Pesa

Ecco il link al sito della garanzia partecipata http://www.garanziapartecipata.it dove si trovano tutte le informazioni.

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Qui sotto il calendario per poter partecipare alle visite della zona Firenze – Val di Pesa.

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Calendario Visite 2015
GRUPPO “FIRENZE – CHIANTI – VALDIPESA”

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16 maggio ALESSIO: presenti FORNACI, SABRINA, PEREYRA

30 maggio SABRINA: presenti UPUPA, BRANDO, ALESSIO

20 giugno BACIO: presenti BENEDETTANATURA

4 luglio FABRIZIO: presenti UPUPA, BACIO

18 luglio BRANDO: presenti PEREYRA, SABRINA, ALESSIO

19 settembre  PANDOLFINI (da confermare)

17 ottobre UPUPA: presenti SABRINA, FORNACI, BRANDO

21 novembre PEREYRA: presenti BRANDO, MARCO

19 dicembre MARCO: presenti FORNACI, PEREYRA, BRANDO

Agrikulturae del 9 Maggio “La lunga marcia dei Sem Terra” e Mangiasano del 10 Maggio

Dal sito dei Gas Fiorentini
AGRIKULTURAE – Sabato 9 Maggio dalle ore 9,00 alla Bibliotecanova Isolotto Via Chiusi 4/3
Vedi Link
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EDIZIONE SPECIALE : “LA LUNGA MARCIA DEI SEM TERRA”

in mattinata:

ore 10.30: presentazione del libro “La lunga marcia dei senza terra. Dal Brasile al mondo“, di Claudia Fanti, Serena Romagnoli e Marinella Correggia, ed. EMI. Alla presenza di una delle autrici, Claudia Fanti, di contadini e attivisti della rete di Genuino Clandestino e del comitato Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni
Sara’ presente una delegazione di alcuni militanti del Movimento  Lavoratori rurali Sem Terra (MST)
MANGIASANO -Domenica 10 Maggio al circolo CRC di Pozzolatico
vedi Link