Passito e Capperi a Pantelleria

Dopo due anni e mezzo dal primo incontro siamo tornati a visitare Salvatore, Dominica e Adrian Ferrandes.
La loro azienda agricola biologica produce a Pantelleria passito, capperi ed altri prodotti (origano, salse e uva passa).
Siamo ad agosto 2010, il sole è alto e sui siti internet dedicati alle previsioni meteorologiche si raccomanda la massima attenzione per i raggi UV.
Salvatore ci dice semplicemente che questo sole scioglie anche le pietre.
Non è però ancora arrivato il vento caldo di Scirocco, all’ombra si respira e la sera l’aria è talmente fresca che tocca coprirsi.
Il vento è una costante dell’isola. Tutte le coltivazioni sono condizionate da questa presenza.
Per noi che veniamo dalla Toscana vedere piante di olivo praticamente strisciare a terra, fa una certa impressione.
L’uva viene coltivata in conche e chi pianta i pomodori, dopo aver realizzato le buche per il trapianto, protegge la pianta dal sole e dal vento con pale di fico d’india.

Salvatore ci porta in visita ai terreni. Si tratta di vari piccoli appezzamenti separati. E’ una pratica diffusa nell’isola quella di avere vari appezzamenti non contigui.
In pianura la divisione della proprietà agricola in piu’ parti separate è considerata un handicap, ma qui a Pantelleria, un’isola vulcanica, dove si passa dal livello del mare a circa 800mt di altitudine in pochi metri significa poter contare su momenti di maturazione dell’uva (e di altri frutti) a scalare: a livello del mare l’uva è matura dal 15/20 agosto mentre a Mueggen, una zona dell’isola posta all’interno e piu’ in alto, anche a fine settembre.
Inoltre i venti che condizionano fortemente il clima dell’isola incidono in maniera diversa su ogni appezzamento. C’è poi da considerare che l’organizzazione familiare dell’azienda agricola, come è sempre stato nel passato da queste parti, gestisce meglio operazioni colturali e raccolti scaglionati nel tempo.

L’isola mostra i segni del lavoro nei terrazzamenti che caratterizzano anche i pendii piu’ scoscesi.
Salvatore ricorda, mentre ci mostra il paesaggio intorno al suo primo campo, che quando era bambino tutti i terrazzi erano lavorati.
La produzione in regime di quasi autarchia prevedeva la vite dove c’era più terra e il resto (olivo, capperi, orzo) nei terreni meno profondi. Gli agrumi sono riparati dai venti dentro i famosi giardini arabi.
Ogni casa (dammuso) aveva il suo mulino.
I Dammusi di campagna, piu’ piccoli rispetto a quelli usati come abitazione, erano costruiti nel terreno peggiore, quello che non serviva per coltivare ed erano utilizzati come ricovero per le pause dal lavoro e vi si ritrovavano tutti i contadini dei campi vicini a mangiare assieme.
Adesso l’evidente stato di abbandono della terra ci informa che sono rimasti in pochi sull’isola ad occuparsi e vivere di agricoltura.
Chi lavora è impiegato nel settore dei servizi e, se ha passione, lavora la terra nel tempo libero concentrandosi solo su poche attività e lasciando da parte la sistemazione dei muretti dei terrazzamenti e delle strade che pian piano si stanno deteriorando.

L’azienda coltiva circa 3h: 2 vigna, 1 capperi.

IL PASSITO
E’ la produzione piu’ importante dell’azienda.
Il passito è una DOC di Pantelleria. Il vitigno è il moscato d’Alessandria.
La vite è trapiantata in una conca e deve essere lavorata entro febbraio in modo che le ultime piogge abbiano poi il tempo di compattare il terreno.
Qui la crosta di terra intorno al ceppo di vite è importante perchè trattiene la terra che altrimenti volerebbe via con il vento.
Alla domanda di quanti anni avessero le viti ai nostri piedi Salvatore ha sorriso dicendo che la domanda è ricorrente soprattutto da parte di chi, come noi, viene dalla Toscana.
Le loro viti non sentono l’età. Non è pratica diffusa quella di espiantare la vigna dopo un tot di anni.
Qualche pianta è secolare perché ha resistito alla filossera. Dopo la filossera (anni ’30), come è successo nel resto d’Europa, le viti sono state innestate su portainnesti di vite americana. Purtroppo in questi ultimi anni, a causa dell’importazione di portainnesti provenienti dai vivai del nord, si nota la presenza di malattie come il mal dell’esca e c’è il forte rischio che si possa diffondere anche la flavescenza dorata.

Salvatore produce 25hl di passito.
Nel passato produceva anche uva secca  zibibbo, detto anche l'”oro di Pantelleria”, il cui gusto si ritrova nei migliori dolci e panettoni.
Da 110ql di uva si ottengono 2500kg di uva secca.
Il passito è figlio dell’uva secca.
Da ca. 3,5 kg di uva fresca si ottiene 1 lt. di  passito.

Non vengono fatti trattamenti alle viti tranne che in qualche annata particolarmente piovosa un trattamento a base di rame.
In questa terra di scarse piogge e temperature elevate la competizione tra piante deve essere tenuta sotto controllo con l’eliminazione delle erbe infestanti.
Il diserbo è totalmente manuale.
Conigli, ratti e passeri costituiscono un serio problema difficilmente arginabile: si mangiano l’uva.

Salvatore racconta che tutto è molto complicato.
I trasporti per la Sicilia e per il continente sono molto difficili.
L’attività di coltivazione della vite richiede molto, molto tempo.
Inoltre l’abbandono della campagna comporta l’aumento di problemi legati alla manutenzione delle parti comuni: strade, terrazzi.
Inoltre, i terreni abbandonati costituiscono un serio problema relativo al rischio di incendi.

CAPPERI
Il cappero è il fiore non sbocciato della pianta.
Se il fiore fa il suo ciclo completo produce un piccolo frutto detto cucuncio dalla forma allungata ugualmente commestibile.

Attualmente la produzione è quasi totalmente destinata ad una organizzazione equo-solidale svizzera.
I capperi sono trapiantati e coltivati. Non si tratta di piante spontanee, ma di un tipo selezionato negli anni per la consistenza e il sapore del bocciolo e la resistenza alle malattie (i capperi selvatici sono spinosi, con i boccioli morbidi e a forma di testa di lucertola).
La pianta si sviluppa sul terreno in maniera circolare.
La lavorazione consiste nel diserbo manuale (3/4 volte l’anno) e la lavorazione della terra alla base della pianta per eliminare i microcanali che porterebbero via l’acqua e togliere le infestanti.
Il problema da tenere sotto controllo infatti è la forte competizione con le altre piante.
In azienda si usa raccogliere il fiore e i pochi frutti senza, in generale, fare distinzione tra i due (chi riceve i capperi può trovare assieme alcuni frutti) tranne per una parte della raccolta in quanto ci sono un po’ di richieste per il solo frutto.

Per la raccolta è difficile trovare manodopera disponibile. Il periodo è caldo, il sole si fa sentire.
Nell’isola sono arrivati molti lavoratori dalla Romania.
La paga in genere è di 3,5 euro per kg. In un’ora di lavoro si raccolgono normalmente ca. 2 kg.
La giornata di lavoro cominicia molto presto la mattina e termina a sole alto e si raccolgono i capperi a uno a uno. La raccolta inizia a metà maggio e procede a turni settimanali fino ad agosto quando la pianta si indebolisce ed è soggetta ad attacchi da parte di un particolare insetto.

Il cappero non subisce alcun trattamento.
Il concime utilizzato è “natural trio organico pellettato”  per agricoltura biologica.

NOTE TECNICHE PER I GAS
Per ottenere l’elenco dei prodotti e trasformati scrivere a:
dsferrandes@meditel.it
Spedizione postale (via nave) pacchi da 30kg o con corriere

Agosto 2010, Stefano & Ilaria

Atomi consapevoli in festa

Ass.ne Sogni & Spettacoli
vi invita a 

“Atomi consapevoli in festa”

Festa-incontro tra produttori e Gruppi di Acquisto, consumatori consapevoli, consumatori curiosi 

10/10/2010
dal mattino al tramonto del sole, presso
Podere Le Fornaci, località Greti (Greve in Chianti)

Famiglie, single, coppie si uniscono per acquistare in maniera consapevole, direttamente da piccoli
produttori che offrono alimenti naturali, rispettando i ritmi della natura
e garantendo prodotti di elevata qualità nutritiva

Questo e molto altro sono i Gruppi di Acquisto Solidale

“atomi Consapevoli in festa” è un’occasione di incontro tra i Gasisti e un’opportunità
per mettere in comunicazione le persone che vorrebbero farne parte, per crearne di nuovi

Un momento di socialità, divertimento, informazione e mangiar sano…
una festa per la consapevolezza ambientale, alimentare, culturale, umana

Tutti i sistemi ambientali, sociali ed economici dipendono dalle nostre scelte…

PROGRAMMA

– h.10 apertura con respiro, salute e felicità a cura di Fondazione Art of Living Italia

– denuncia ludica a cura di piccoli produttori

– Frenesì in concerto

– I Chicchi d’Uva declamano Il Conte di Carmagnola

– Dj set d’altri tempi di Ghiaccioli & Branzini

– pranzo preparato da produttori “critici” a prezzi popolari

– partecipazione dell’Arcipelago Scec

– e…

Contributo non obbligatorio ma gradito di 5 euro (bambini e ragazzi esclusi), un aiuto per sostenere le spese
E’ gradita conferma della partecipazione per potersi orientare sulla preparazione del pranzo
Tappetino, coperta per lo yoga mattutino

Per questo e ogni informazione tel. 348 5228809 – 349 8724455 – www.sogniespettacoli.it

10 anni del FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE

Il Fondo Etico e Sociale delle Piagge,

esperienza di microcredito e finanza critica,

compie 10 anni

festeggiamo insieme
venerdì 15 e sabato 16 ottobre
al Centro Sociale Il Pozzo – via Lombardia, 1/p – Firenze
tel. 055373737

Venerdì 15 Ottobre

ore 19,00 Apertura Festa – Stuzzichini stuzzicanti della Cooperativa Equazione – a seguire concerto con

Giorgio Cordini e la Piccola Orchestra Apocrifa in La Buona Novella di Fabrizio De Andrè

– Ingresso libero Offerta gradita –

Sabato 16 Ottobre

ore 9,30 apertura banchini amici

ore 10,00 laboratori sul denaro con i ragazzi delle scuole medie a cura della Cooperativa Il Pozzo

ore 12,30 apertura punto ristoro con panini, vino e molto altro a prezzi popolari

ore 15,00 Incontro speciale per Soci e Amici; rete di beni e servizi e moneta sociale alternativa all’euro;

una economia conviviale per il Fondo Etico.

ore16,00 intermezzo di musica e balli con i Suonatori della Leggera

ore 17,00 riflessione
“Unico Interesse le Persone, il microcredito di prossimità”

introduzione con una novella di Ilaria e videotestimonianze dal “Fondo”

partecipano: Ugo Biggeri presidente di Banca Etica

Luca Jori MAG6 di Reggio Emilia

Alessandro Santoro Fondo Etico e Sociale delle Piagge

coordina l’incontro Giovanna Panigadi

ore 19,30 cena etica solidale e affettuosa

ore 20,30 musica e balli popolari “finché le gambe reggono” con i Suonatori della Leggera

LA LOCANDINA CON IL PROGRAMMA DELLE FESTA

Il gusto della rivolta

presso la Comunità in resistenza CSA INTIFADA è riaperta

L’OSTERIA SOCIALE OTRO MUNDO
http://osteriasocialeotromundo.blogspot.com/

OSTERIA SOCIALE OTRO MUNDO
Il gusto della rivolta
MANGIA SOSTENIBILE – CAMBIA IL MONDO

L’Osteria sociale Otro Mundo nasce sull’onda dell’attenzione e
dell’impegno che la Comunità in Resistenza ha sempre avuto riguardo ai
temi della salvaguardia dell’ambiente e della salubrità della vita, fin
dai tempi della lotta contro la discarica di Casa Carraia nella seconda
metà degli anni ’80
Tante sono le iniziative messe in atto dalla C.R. per tentare di
resistere alla devastazione ed allo scempio che stanno subendo i nostri
territori per merito delle politiche scellerate degli amministratori
locali.Siamo giunti, all’inizio di questo nuovo millennio con la
costruzione quotidiana di un’alternativa al modello di sviluppo che ci
stanno imponendo.
Un OTRO MUNDO è possibile
Da qui è nata l’idea del Gruppo d’Acquisto Solidale , un insieme di
famiglie e di singolarità che non solo ha deciso di sottrarsi alle
logiche dell’iperconsumismo ma ha scelto anche di consumare prodotti non
infestati dalla chimica, per preservare la propria salute e quella
dell’intero pianeta.
Il G.A.S. si è messo allora in relazione solamente con produttori
provenienti da agricoltura biologica e biodinamica o che, ad ogni modo,
hanno un rapporto armonico con la Terra, divenendo col tempo una realtà
ben consolidata.
La crescita di consensi e di partecipazione intorno al Gruppo d’Acquisto
– riflesso locale della consapevolezza di un numero sempre maggiore di
donne e di uomini che, in tutto il mondo, si rifiuta di accettare quegli
stili di vita, basati su un consumismo smodato ed acritico-,ci ha spinti
a tentare di sperimentare ulteriori vie che potessero diffondere, ad un
numero crescente di persone,  una nuova  filosofia di vita.e
incrementare un “mercato altro”, fondato su parametri diametralmente
opposti a quelli del mercato globale.
Da queste considerazioni ha preso avvio il progetto dell’ “Osteria Otro
Mundo”.
Il nome scelto sta proprio a testimoniare il carattere anomalo di questa
osteria
All’indignazione verso un modello di sviluppo cieco e distruttivo si
accompagna, infatti, la costruzione di un circuito di produttori locali
e rispettosi della Terra e di consumatori attenti che pongono in essere
un’alternativa possibile, qui ed ora.
Un’osteria molto particolare che si propone di propagare saperi oltre
che sapori, che cerca di mettere in comune quel bagaglio di conoscenze e
di esperienze di cui il Gruppo d’Acquisto è portatore, che vuole
esaltare gli aspetti maggiormente positivi della convivialità come
quelli dello stare e del discutere insieme e che – per ultimo, ma non
certo per ordine d’importanza – non ha alcun scopo di lucro; infatti i
suoi proventi servono a foraggiare le spese di gestione della Comunità
in Resistenza e le numerose iniziative che organizza. Ovviamente “Otro
Mundo” utilizza i prodotti del G.A.S. che si avvale di una rete di
produttori strettamente di area locale; per questo possiamo garantire
che il menù dell’Osteria è un menù a chilometri zero, ossia l’impatto
sull’ambiente che ha il trasporto dei suddetti prodotti dal produttore a
noi è pressoché nullo.
Per tutte queste ragioni ci sentiamo di dire che mangiare ad Otro Mundo
fa bene alla salute, fa bene al pianeta e promuove rivolta.