AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA FLORIDDIA

Referente GAS: Nike

Prodotti: Legumi, cereali, farina, pane, biscotti, pasta

Azienda agricola biologica Floriddia

Località Cedri – 56030 Peccioli (Pisa)

Tel.: +39 0587 697184  +39 338 2785192

Fax: +39 0587 697184

http://www.ilmulinoapietra.it/

Qui trovate le foto della visita:

https://picasaweb.google.com/morelli.ila/VisitaGasFloriddiaPeccioliPI?authuser=0&feat=directlink

– CONCLUSIONI (si, si parte dalla fine!)

– AZIENDA

– COLTIVAZIONE

– MULINO

– FORNO

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CONCLUSIONI

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Sono molto carini lui e sua moglie, forse lui è poco preciso

e non si ricorda di quello che dice, almeno con noi c’è

stato un piccolo malinteso sulla quantità e sul prezzo del

grano (che comunque è molto maggiore rispetto a quello che

ci fa Nicola), immagino sia perché come tutti i coltivatori

è sempre super impegnato e ha mille cose da fare.

La visita è stata molto interessante, le persone meritano di

essere prese seriamente in considerate. L’impressione “a

pelle” è molto buona nel senso che mi è parso di percepire

il loro forte coinvolgimento in quello che fanno e un rigore

nell’applicazione dei loro principi (biologico, rapporto con

i gas) .

Rimangono,come è naturale dopo una prima visita ad

un’azienda così complessa, degli aspetti da chiarire quali

ad esempio i grani coltivati, la concimazione, quali sono le

tecniche di controllo delle erbe infestanti, la

conservazione e il controllo delle muffe, la loro scelta

bio da quando viene e perché viene (io non la ricordo);

inoltre la storia del pastificio e del forno è tutta da

vedere e sviluppare (visto che ancora devono partire).

Inoltre è mancata, non per colpa loro ma per il fatto che

serve essere nel momento giusto li presenti, la visione del

processo ma direi dei processi: macinatura, selezione dei

grani, impastatura, cottura del pane e preparazione della

pasta. Inoltre è mancata una bella visita nel campo a vedere

il grano e le spighe dei grani antichi con un bel confronto

con quelli di nuova generazione per toccare con mano la

differenza.

Come ha detto Martino con una sintesi felicissima “lui

spiegava, il grano passa qua, poi va la e poi arriva la

farina ma…, non si capiva niente!”

Quindi ci sono tutte le premesse per continuare il rapporto

e fare ulteriori visite.

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AZIENDA

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Azienda molto grande, composta da 200 ettari circa, formata

da tre aziende familiari (quella di Rosario, quella del

fratello Giovanni e quella dei Genitori) più una azienda

limitrofa convertita al biologico.

L’azienda si compone della loro casa, uno spaccio, una casa

per agriturismo (con piscina) un nuovissimo edificio adibito

a mulino (trattasi di un mulino molto moderno, a pietra, che

è enorme e molto complicato ma consente un sacco di opzioni)

e un altro edificio ancora più nuovo adibito a pastificio e

forno.

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COLTIVAZIONE

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Sono campi coltivati a cereali e a rotazione a legumi, cioè

ogni campo viene seminato un anno a cereale e un anno a

legume, per fertilizzare il terreno. Coltivano grano tenero

e duro, di molte varietà ma tutte antiche (gentil rosso,

frassineto, verna ed altri) e cioè quelle alte, non

modificate e selezionate per l’industria; dovrebbero andare

bene anche per chi è intollerante al glutine – ma non per

celiaci!

Poi anche mais, miglio e avena. Di legumi quest’anno mi pare

avessero solo ceci, io l’anno passato avevo preso anche le

lenticchie. L’avena venduta è nuda, cioè viene pulita in

modo però da non togliere completamente le proprietà della

buccia (questo è una descrizione molto imprecisa!!)

Le colture di grani antichi consentono di non dover usare

concimi, salvo effettuare la rotazione con i legumi, e sono

molto rustiche e resistenti, inoltre si adattano

all’ambiente nel corso del tempo;

Rosario ogni anno seleziona una parte del raccolto da

destinare alla semina per l’anno successivo, cosa che ora

può fare meglio grazie anche al nuovo mulino che consente di

vagliare i chicchi per dimensioni, forma, peso specifico e

colore, e quindi in modo molto preciso. Ora anche alcuni

vicini comprano il seme da lui, e lui ricompra poi il grano

a loro, infatti la sua azienda ha un grande mercato, vende

grano anche a una nota marca di pasta bio oltre che a molti

panificatori della zona. So che lo scorso anno riforniva

anche Camporbiano che era rimasto senza grano!

Lui dice che i coltivatori dei campi vicini ai suoi stanno

ripassando dall’agricoltura industrializzata a quella

tradizionale, perché la prima non è sostenibile: infatti,

benché i grani moderni abbiano un rendimento in raccolto

molto maggiore rispetto a quelli antichi, in realtà il costo

dell’investimento è molto superiore perché occorre

ricomprare il seme circa ogni 2 anni (sono sterili, fatti a

posta per non generare), inoltre sono varietà che

necessitano di molto azoto e quindi di molti concimi

chimici, diserbanti e antiparassitari, quindi, diceva

Rosario, che ancora prima di avere il tuo raccolto hai già

esborsato di tasca tua una congrua cifra che serve per

comprare i semi che sono molto costosi, per pagare i

trattamenti e le concimazioni ripetute: spendi ancora prima

di avere guadagnato e se poi qualcosa va storto perdi tutto.

Come azienda hanno fatto i conti: se si adotta l’agricoltura

tradizionale per un quintale di seme se ne ottengono 2,3.

Poi ci sono i costi dei concimi, diserbanti e funghicidi.

Con l’acquisto di questi prodotti il 50% del futuro ricavato

dal raccolto viene speso in anticipo già entro marzo. A

quel punto, se il raccolto va un po’ male cominciano i

problemi.

Ecco perché molti coltivatori sia della zona che di altre

zone vogliono tornare alle vecchie varietà di frumento e gli

vengono a chiedere i semi. Lui cerca di non darne nelle

quantità richieste perché se li è fatti in anni e anni di

ricerca delle sementi da alcuni vecchi contadini (iniziato

da 200gr!!!) e poi seminando e raccogliendo pazientemente i

semi per riseminarli l’anno dopo, a volte partendo anche da

pochi etti di seme, e se li desse a tutti poi non ne

rimarrebbero per lui a sufficienza. ne dà comunque in

quantità sufficiente affinché gli altri possano comunque

ripetere la sua esperienza.

Insomma, Rosario e sua moglie sono stati dei pionieri con le

loro scelte alternative e ora sembra che stiano raccogliendo

i frutti visto che a quanto pare ora i loro prodotti sono

così ricercati!

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MULINO

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Il mulino, oltre a consentire una selezione dei semi per la

successiva semina svolge ovviamente la funzione di

produzione dei vari tipi di farina.

Si parte dal vaglio dove il grano viene diviso per

dimensione e per peso del singolo chicco.

Poi si procedere ad una selezione ottica che esclude alcuni

semi, poi la spazzolatura che toglie la prima buccia e poi

la macinatura con pietra e setaccio (velocità 4ql l’ora)

dalla quale si ottiene:

crusco

curschello

farina

Il crusco e il cruschello passano ad un mulino a cilindri

che recupera sia il germe che la farina rimasta

“intrappolata” nella crusca-

L’aspiratore seleziona il semolato per la produzione della

pasta, mentre la farina per il pane viene nuovamente

rimacinata.

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FORNO

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I nuovi edifici sono edificati in bioedilizia, con

coefficiente energetico A+ e dotati di pannelli solari, sono

molto belli. Stanno cercando un mastro pastaio, perchè

nonostante sia tutto meccanizzato in realtà il mastro

pastaio serve. E cercano anche un fornaio, perchè oltre ai

biscotti che già producono ora vogliono iniziare a fare il

pane con le loro farine. Anche la decisione di fare la pasta

da soli nasce dalla voglia di vendere un prodotto che è

coltivato, trasformato e finito interamente in azienda, a

tutela del consumatore.

La pasta è molto buona, non di quella bianca tipo Iris, ma

nemmeno di quella nera che scuoce subito, una via di mezzo.

Il prezzo è alto per i nostri standard (1,80 alla confezione

da 1/2 Kg). Lui non può fare pacchi da 5 g perchè la

macchina confezionatrice non lo consente, potrebbe fare 1

Kg, si potrebbe risparmiare qualcosina (ma poco) se non ci

mette le etichette su ogni pacco ma solo sullo scatolone (in

caso ovviamente di ordini cospicui). al momento però ha

finito le scorte e sono in difficoltà finché non trovano un

pastaio serio.

A cura di

Ilaria, MariaL, Paola e Stefano con il prezioso contributo

di Martino & Emilio.

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