Poggio di Camporbiano

Ecco il resoconto della visita dello scorso maggio 2008.

“Sabato 24 maggio siamo andati in visita a Camporbiano.

Mentre tutti i dettagli sulle persone che hanno creato questa realtà nel 1988, come sono organizzati, la loro storia ecc. li potrete facilmente trovare sul loro sito, desidero raccontare come, dopo molti anni dalla nostra primissima visita, sono cambiate le cose.
E quindi ecco le buone notizie!
La prima bella notizia è che il loro rapporto con i GAS è cresciuto moltissimo. Sopratutto con i GAS Toscani.
Fabio, il Camporbianino piu’ incline alla comunicazione – mamma mia che parlantina! :)) – , ci ha raccontato che i primi anni che li abbiamo conosciuti avevano un rapporto sporadico con i gruppi di acquisto, tra l’altro alcuni di questi erano grandi GAS del nord, adesso l’attività con i consumatori, la filiera corta, il passaggio diretto sta diventando l’80% del loro lavoro.
Da questo punto di vista, se prima il marchio demeter e bio erano una necessità per l’azienda per poter entrare in un mercato tradizionale (anche se del bio), dove non c’era un rapporto diretto con il consumatore che si affidava quindi solo al marchio, questa cosa, in un futuro prossimo, potrebbe essere anche messa in discussione.
Insomma, sempre piu’ rapporti diretti. Sempre piu’ rapporti locali (i GAS della Toscana stanno crescendo molto). Sempre piu’ relazione umana e forse, nel futuro, meno burocrazia. Sicuramente meno chilometri.

Camporbiano serve adesso circa 60 gruppi di acquisto. Altri clienti sono gruppi di famiglie, negozianti e agriturismi.
Per loro la scelta comunitaria rimane il baluardo del loro stile di vita (hanno cassa comune) e sono aperti a nuovi arrivi.
A Fabio piace affermare che nella comunità non esiste la democrazia, ma il consenso. Tutte le decisioni sono prese all’unanimità. Se non c’è consenso non si procede. Con questo sistema, dice Fabio, si prendono meno decisioni, il percorso per condividere le scelte è piu’ lento ma il risultato è
un’esperienza forte, consolidata e robusta dove tutti si sentono parte del progetto.

I terreni di Camporbiano sono molto estesi (230 ettari) di cui 100 coltivati il resto a bosco.
Il luogo è veramente incantato. Commentavamo che sembra di essere in alcune parti desolate della maremma.
Hanno in progetto di arrivare a 50 capre.Per questo stanno realizzando una nuova stalla la cui copertura sarà rivestita di pannelli solari per puntare a regime ad avere una produzione di energia elettrica al pari dei loro consumi raggiungendo l’autosufficienza energetica.

Ricordo che Camporbiano è un’azienda biodinamica (in un certo senso, oltre il bio).

A Fabio preme anche raccontare che hanno scelto la totale trasparenza sulla loro gestione. Il rapporto con i GAS ha fatto maturare questa scelta e con orgoglio ci racconta che la cooperativa la collina (che gestisce l’azienda) ha il fondo di riserva indivisibile. Nessun socio può rivendicare quel che
ha messo come contributo. Il progetto rimane indipendentemente dalle persone.

Per terminare non vi racconto la visita alla stalla (di cui potete vedere le foto che Giuseppe ha messo in rete a questo indirizzo), alla sala di mungitura, alla stanza di produzione dei formaggi ed alle stanze refrigerate per la loro conservazione, al capannone di lavorazione dei legumi, la sala del mulino, il forno, la stanza a norma per la smielatura.
Di nuovo questa volta abbiamo visto la serra, la nuova stanza per preparare le confezioni e le cassette per i gasisti e, udite udite, finalmente abbiamo visitato l’orto che le scorse volte non avevamo avuto la fortuna di visitare.

Gli amici di Camporbiano si sono organizzati, hanno compreso che i gasisti sono dei gran mangioni e, invece di lasciarci a bocca asciutta come qualche anno fa, ci hanno preparato un tavolo imbandito di leccornie: una pane favoloso (quattro lavorazioni!), formaggi in tutte le forme e sapori, un latte strepitoso pieno di panna e succhi. Insomma: pancia piena!!!

Fa piacere vedere la loro determinazione e la filosofia di vita. Sono grandi, sono una realtà organizzata e consolidata ma, crescendo, è la mia impressione, non hanno perso lo spirito iniziale di rispetto della natura, di lavorare con amore nel rispetto delle persone e degli animali.

Per chi desidera approfondire sul marchio DEMETER puo cercare qui www.demeter.it
Il sito del Podere di Camporbiano è questo: www.poggiodicamporbiano.it
Le foto sono qui http://fotoalbum.alice.it/micia1/camporbiano/ (a cura di
Giuseppe Iraso)
Il precedente resoconto della visita è qui
http://www.eticamente.altervista.org/GAS_Visita_Camporbiano.htm

Stefano Floris