Visita a Funghi Espresso. Un’azienda agricola senza terra …

Visita a Funghi Espresso. Un’azienda agricola senza terra, come si definiscono loro.

Il fungo, alimento ricco di proteine e sali minerali.

http://www.funghiespresso.com/

La storia di qupleorotusesta piccolissima azienda ce la racconta Antonio di Giovanni, laureato all’università di agraria di Firenze. L’idea parte dal tentativo di realizzare in pratica un sistema di recupero dei fondi di caffè. L’ispirazione viene dagli interessi che in quegli anni Antonio coltiva con letture (100 progetti per un milione di posti di lavoro) ed incontri sul tema della Blue Economy (Rossano Ercolini, Centro ricerche rifiuti zero). Nell’ambito delle attività di studio Antonio si trova a fare l’analisi dei rifiuti indifferenziati domestici, durante il vaglio emerge la presenza significativa delle famigerate capsule del caffè Lavazza. Da li si muove un lavoro di studio per la riprogettazione della capsula (Antonio indica come buon lavoro quello che ha portato alla realizzazione di Kompressor dell’Ing. Belloni in Emilia Romagna) o al tentativo di coinvolgere le aziende produttrici al fine di pensare nuovi materiali e sistemi per il caffè (si ricorda che Nespresso invece usa tutto alluminio, che ritira e recupera). La ricerca si è mossa anche nell’ambito della valorizzazione dei fondi di caffè per il loro riutilizzo in agricoltura per la produzione di funghi. Lavazza produrrà una capsula in mater-bi.

Nasce il progetto “Dal Caffè Alle Proteine”.

Un lavoro didattico che ha coinvolto numerose scuole e moltissimi bambini ed anche Slowfood per tramite del progetto “Orto in condotta” al quale hanno fornito substrato esausto per l’orto dai fondi del caffè.

I soci della società sono tre. Oltre ad Antonio ci sono Vincenzo, un architetto che a Napoli stava realizzando un progetto simile all’idea di Antonio, e Tomohiro, detto Tomo, un signore giapponese interessato all’argomento dei rifiuti che ha girato numerosi paesi seguendo le varie campagne e che, per tramite di Rossano Ercolini, ha conosciuto questa idea di impresa ed ha voluto starci dentro attraverso una quota di comproprietà.

Si è individuato a Capannori un capannone industriale privo di amianto e delle dimensioni adeguate per l’attività da svolgere. Era sede di uno zoccolificio che ha chiuso nel 2003. Anche questa scelta ci sta un’azione di recupero.

E quindi siamo agli aspetti pratici che comportano l’avvio di una impresa: il piano quinquennale di previsione economico/finanziaria che viene chiamato business plan, studio delle leggi in materia, osservazioni al piano dei rifiuti Regionale per evitare che i fondi di caffè venissero considerati rifiuti. L’obiettivo economico principale dell’azienda è quello di vendere l’intera produzione di funghi. Già forse non lo abbiamo detto, ma l’azienda coltiva funghi utilizzando fondi di caffè recuperati al momento in cui scriviamo presso diciotto bar della zona di Capannori, si tratta di esercenti che hanno aderito in maniera volontaria al programma di recupero dei fondi seguendo un piano di trattamento dello scarto del caffè al fine di renderlo ottimale per questo tipo di attività. Ricordiamo infatti che uno degli obiettivi del progetto è quella di far riconoscere il fondo come sottoprodotto e non rifiuto. Su questo aspetto Antonio ci ha spiegato che si tratta di una innovazione assoluta e la legge attualmente non è ancora definita. Allo stato attuale i bar che forniscono i fondi sono iscritti ad un registro istituito appositamente nell’ambito di un protocollo HACCP.

Se non abbiamo capito male, altre aziende che coltivano funghi in maniera tradizionale utilizzano la paglia come base sulla quale inoculare le spore con l’aggiunta di concimi. La FunghiEspresso coltiva mescolando i fondi di caffè con del pergamino (la buccina del chicco di caffè che viene scartata dopo il processo di torrefazione) che viene recuperata da una torrefazione in zona, per rendere il substrato ottimale dal punto di vista della consistenza e della presenza di umidità. Anche in questo caso l’uso del pergamino per altri fini lo toglie dal novero dei rifiuti. Un altro utilizzo del pergamino è quello dello sfruttamento per la produzione di calore (viene bruciato). Successivamente inocula con le spore del micelio che acquista presso una ditta di Verona.

Il composto viene insacchettato e messo in una camera oscurata per trenta giorni. Abbiamo visitato la camera trovando molte corde in cui sono appesi i sacchi di plastica trasparente (in modo che possono essere costantemente ispezionate) che al buio lasciano sviluppare le spore. In questa fase può esserci una perdita di prodotto in quanto alcuni sacchi possono produrre funghi o muffe non desiderate. Questi vengono eliminati durante i controlli. Dopo trenta giorni le confezioni vengono portate in altra stanza con luce e la confezione di plastica viene aperta, in una settimana inizierà la fruttificazione e la conseguente raccolta che avviene in piedi con l’operatore per passa di sacco in sacco a raccogliere i funghi “maturi”.

Una volta che il contenuto del sacco ha esaurito il suo potenziale può essere utilizzato come terriccio per orticoltura e giardinaggio (sono in corso studi per realizzare in materiale biodegradabile anche il sacco).

Il fungo coltivato al momento è il Pleurotus Ostreatus (orecchione o gelone grigio) e il Pleurotus Cornucopia (giallo). Sono le varietà che garantiscono la miglior resa. Sono allo studio coltivazioni di altri funghi, per esempio il pioppino.

I valori nutrizionali del fungo coltivato si possono trovare nel sito, in sintesi su 100gr di fungo sono presenti circa 8 grammi di proteine. Si tratta di funghi a bassissima tossicità, non è un caso che siano i più venduti anche nei supermercati.

FunghiEspresso vende sia i funghi sfusi a 5,50 euro + iva 4% (quelli grigi) e a 7,50 euro + iva 4% quelli gialli (che hanno una resa minore e costi di produzione più alti).

Vengono venduti anche dei kit per prodursi i funghi in casa. Si tratta di confezioni di cartone con all’interno la busta di plastica che contiene le spore inoculate. Nel cartone le istruzioni riportano i passi per poter avere circa 500 gr di funghi nell’arco di una settimana. La confezione è in vendita anche alla Cooperativa di Legnaia ed è nata più come scopo didattico che come prodotto per il consumo quotidiano.

Attualmente la produzione di funghi è di 30 kg alla settimana. Le consegne potrebbero essere circa tre per viaggio (vale dire un viaggio verso Firenze, tre/quattro consegne) considerando un minimo di 3 kg per gas che pagherebbe un contributo di 5 euro di spese di viaggio qualsiasi sia la quantità consegnata.

Abbiamo terminato con un copioso buffet, nientemeno che a base di funghi.

Stefano

Ci sono anche le foto della visita:

https://gaschianti.wordpress.com/2015/03/24/visita-a-funghi-espresso-le-foto/

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Ricomincio da vegan! Incontri in biblioteca

vegan

Ricomincio da vegan! Incontri in biblioteca

San Casciano in Val di Pesa (FI)
La filosofia vegan si basa sul rispetto di ogni specie senziente. E nella pratica vuol dire vivere senza sfruttare nessun animale, umano e non. Se ti interessa saperne di piu’ vieni ai nostri incontri in biblioteca e potrai cosi’ “ricominciare” a vivere in un’ottica diversa, con consapevolezza.
sabato 23 febbraio ore 17,00
Saluto del Sindaco Massimiliano Pescini
a seguire:
“Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali, indossiamo
le mucche”. Sfatiamo i luoghi comuni e conosciamo le ragioni del vivere vegan.  Relatore Roberto Politi
sabato 2 marzo ore 17,00
”Diventare vegan”.  Le malattie del benessere, conosciamone le cause.  Relatore dott.ssa Anna Romano
sabato 9 marzo ore 17,00
“Il pasto gentile”. L’importanza degli alimenti vegetali nella nostra alimentazione.  Relatore Giuseppe Coco
sabato 16 marzo ore 17,00
“La cucina etica”.  Le basi della cucina senza ingredienti
animali.  Relatore Roberto Politi
Ingresso libero
Gli incontri si terranno presso:
Biblioteca Comunale
Via Roma, 37 – Via Lucardesi, 10
50026 San Casciano in Val di Pesa (FI)
A cura dell’associazione Progetto Vivere Vegan Onlus
Con il patrocinio del Comune di San Casciano in Val di Pesa e della Biblioteca Comunale

Cucina naturale… quella sconosciuta!

Ecco un corso teorico-pratico di cucina rivolto a genitori, nonni, educatori, amici, insomma a chiunque sia interessato. Paola si occuperà della parte teorica e  Elisa della parte culinaria: cucineremo insieme pasti sani e gustosi per tutta la famiglia.

Cucina naturale… quella sconosciuta!
INCONTRI TEORICI-PRATICI SULL’ALIMENTAZIONE NATURALE DEI BAMBINI E DELLE LORO FAMIGLIE CON ELISA BERGHI E PAOLA NEGRI

corso_cucina_naturale

Cos’è la cucina naturale?
E’ una cucina molto gustosa, varia ed interessante che predilige l’utilizzo di prodotti meno lavorati possibile (da qui l’utilizzo quanto più limitato dei prodotti lavorati dall’industria alimentare), meglio se semi-integrali o integrali.

Lo scopo degli incontri è:
– offrire i mezzi per compiere decisioni informate in merito all’alimentazione di tutta la famiglia,
– condividere esperienze e strategie, perché il momento dei pasti possa essere vissuto come un momento di socialità
e convivialità, e di trasmissione di sapori e saperi.

Ogni incontro di 3-4 ore prevede una parte teorica dove tratteremo gli argomenti della lezione e una parte pratica dove cucineremo tutti insieme ricette stagionali. A fine assaggeremo le preparazioni cucinate.

Il corso si svolgerà presso la Casa del Popolo di Mercatale ( Via Sonnino 44 ) il giovedì pomeriggio
IL CORSO E’ APERTO A TUTTI
Costi: 100€ a persona per i cinque incontri
ISCRIZIONI entro il 28 febbraio 2013
INIZIO giovedì 7 marzo ore 17.30
ELISA BERGHI 3776801494 isentieridelgusto@libero.it
PAOLA NEGRI 3666486991 contattami@paolanegri.it

W la pappa

Sabato 22 gennaio 2011
alle ore 10,30
presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale, via Roma 37
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “W la pappa”

W la pappa è il primo manuale teorico-pratico che offre in un solo libro:

suggerimenti per iniziare l’introduzione dei cibi complementari nel lattante in modo soft e senza stress

una guida per l’alimentazione sana di tutta la famiglia e

una selezione di ricette semplici e gustose, adatte a famiglie con bimbi di tutte le età.

Insieme all’autrice, interverranno: L’Assessore alla Cultura Chiara Molducci e un rappresentante del Gas Chianti (Gruppo di acquisto di San Casciano)

Paola Negri è madre di 4 figli dai 4 ai 14 anni e vive a Romola (FI). E’ consulente professionale in allattamento con diploma Ibclc ed Educatrice Perinatale. Si occupa inoltre di tutela dell’alimentazione infantile all’interno dell’associazione IBFAN Italia. Questo è il suo quarto libro. Ha un sito: www.paolanegri.it

info: Biblioteca Comunale di San Casciano Val di Pesa Via Roma, 37 tel.055 8256380 fax 055 8229920

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