La Carta di Panzano. Per un’agricoltura a pesticidi zero

A proposito di pesticidi sabato 3 ottobre alle ore 9.00 a Panzano si terrà un incontro molto interessante sull’uso dei glifosati e pesticidi e sugli effetti sulla salute.

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Sempre sull’argomento ecco un paio di articoli di Gian Luca Garetti usciti su La città invisibile:

Le 10 cose da sapere sui pesticidi
http://www.perunaltracitta.org/2015/09/16/le-dieci-cose-da-sapere-sui-pesticidi/
Anche in Toscana sta finalmente decollando un dibattito interessante sull’uso dei pesticidi, evidentemente dannosi alla salute ma non al profitto di imprese spregiudicate. La Città invisibile ne aveva già parlato nei mesi scorsi qui, oggi arriva il decalogo di Gian Luca Garetti, medico sentinella della Piana fiorentina e attivo in Medicina democratica e nel nostro laboratorio politico…

I pesticidi che mangiamo e cosa ci sta dietro
http://www.perunaltracitta.org/2015/04/23/i-pesticidi-che-mangiamo-e-cosa-ci-sta-dietro/
In Toscana (dati 2012) è un erbicida, chiamato glifosato, la sostanza attiva più venduta (oltre 100 tonnellate) per uso agricolo dopo lo zolfo. Anche nel Chianti i vigneti (come del resto quasi ovunque dai cigli delle strade alle ferrovie) vengono diserbati con questo composto che lascia dietro di sé una striscia orange, e che è coinvolto anche nelle culture di organismi geneticamente modificati (Ogm), come mais, colza e barbabietole.

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Il viaggio di Ines a Trieste, oltre i confini

Quest’anno l’incontro nazionale dell’economia solidale, Ines per gli amici, si è svolto a Trieste nel parco di San Giovanni. A pochi giorni dalla sua conclusione provo a riportare come ho vissuto questa esperienza.

I parchi degli ex Ospedali Psichiatrici si assomigliano un po’ tutti, viali alberati e file di casette, a Collegno come a Trieste; ma qui risiede un genio del luogo molto particolare: Marco Cavallo, il cavallo azzurro di legno e cartapesta, simbolo di liberazione dai confini.
Nel 1973, quando il direttore del manicomio Franco Basaglia ha deciso di aprirne i cancelli, la città ha accolto con una festa i pazienti che uscivano per la prima volta da quel luogo di segregazione, seguendo in un corteo trionfale Marco Cavallo, loro compagno di animazione teatrale.Trieste_2015_fiera_400
Marco Cavallo qui è famoso, tanto da essersi meritato una statua in ferro e da essere stato scelto come simbolo per l’incontro nazionale, che quest’anno è stato preceduto da una scuola estiva su orizzonti e concetti per l’economia solidale denominata “I dialoghi di San Giovanni” (qui trovi le dispense).
La scuola è stata aperta dalla lezione di Roberto Mancini, invitato in quanto ha da poco pubblicato il libro “Trasformare l’economia”, in cui tra l’altro confronta alcuni modelli praticati di economia alternativa per proporre una loro convergenza attiva. È stato questo il primo degli sconfinamenti che danno il titolo all’incontro di quest’anno, l’avvio da parte del mondo dell’economia solidale di una apertura verso altre forme di economia alternativa tramite la collaborazione su progetti concreti, come nel caso del progetto comune in campo assicurativo che vede coinvolti diversi soggetti che hanno da poco fondato l’associazione “verso la mutua di assicurazione – bene comune”. D’altronde, Trieste conosce bene cosa vuol dire essere schiacciata dai confini e il desiderio di liberazione che abbiamo sentito, ad esempio, alla sera nelle danze e musiche balcaniche.

La scuola, con 75 partecipanti da tutta Italia tra cui diversi giovani con le loro domande pungenti, dopo i confronti sugli strumenti dell’economia solidale e sulla transizione, si è conclusa venerdì sera con la lezione di Euclides Mance, filosofo brasiliano, che è stato una presenza costante durante questi giorni a Trieste ed un riferimento per le reti di economia solidale. L’avvio in Italia di questo percorso nel 2002 deve molto alla sua “Rivoluzione delle reti”, ed anche oggi ascoltarlo dà una grande soddisfazione per come è in grado di mostrare concretamente come siamo inseriti in un processo storico di trasformazione globale e quanto la strategia delle reti di collaborazione solidale come strumento per il benvivere possa contribuire a sostenere questa transizione.
Euclides propone una visione strategica che parte dalla analisi dei flussi che modellano la nostra vita e le strutture sociali per orientarli al fine di avviare processi che si autosostengono, liberando le forze produttive e creando sistemi di scambio in cui reinvestire le eccedenze. In questo modo è possibile costruire alternative pilotate dalle comunità che orientano i flussi e le forme sociali per soddisfare le loro necessità: potrebbero sembrare discorsi astratti fino a quando Euclides o gli altri partecipanti all’incontro non ti raccontano concretamente come nelle sue varie forme questa strategia di liberazione stia funzionando nei cinque continenti. Dal Brasile, dove l’economia solidale vale il 3% del prodotto interno lordo, al Messico, fino alla Grecia passando per la Germania secondo quanto abbiamo potuto sentire ai colloqui internazionali del sabato. Mentre Yannis Barkas dell’organizzazione Solidarity 4 All di Atene ci ha raccontato di come l’economia solidale si stia diffondendo attraverso diverse esperienze, soprattutto tra i giovani, dove fino a pochissimi anni fa era sconosciuta, Gunter Kramp ha descritto l’esperienza tedesca So.La.Wi. (Solidarische Landwirtschaft – Agricoltura Solidale) avviata nel 1988 su ispirazione della Community Supported Agriculture (CSA).

A Marburg a partire dal 2012 hanno organizzato la produzione di frutta e verdura secondo un sistema gestito dalla comunità che si sottrae alle logiche del mercato capitalista e non ha bisogno di ricorrere a finanziamenti esterni. Il meccanismo comunitario consente una solidarietà tra tutti i membri: dalla definizione del bisogno (pianificazione delle semine), alla ripartizione del lavoro (banca ore) alla partecipazione (differenziata e solidale) ai costi del raccolto al momento del rendiconto annuale; oggi esistono in Germania 75 di queste comunità di acquisto e altre 100 stanno per partire.

In tutto il mondo di fronte al mercato capitalista che si ritira in seguito alla concentrazione dei capitali tra le mani di pochi esistono due schemi di risposte: quello competitivo abituale che ripropone il tiro alla fune impersonale tra domanda e offerta, e quello più difficile ma molto più efficace nel soddisfare i bisogni che cerca le strade per uscirne insieme; in questi incontri mi rendo sempre più conto di quanto la storia dell’umanità stia sperimentando entrambi gli schemi, e quindi la direzione che seguiremo di fronte ai prossimi cambiamenti sia ancora indeterminata.
Insomma, il sogno della costruzioni di reti di collaborazione per il benvivere non solo continua a scaldare, ma muove una quantità crescente di persone e organizzazioni in un processo storico su scala mondiale; anche la costituzione dell’Ecuador riconosce e appoggia l’economia solidale come strumento per la sovranità alimentare ed il benvivere. Sta a noi avere la forza di tenere il passo per evitare di essere risucchiati dalle forme della vecchia economia, quella dell’era dei (combustibili) fossili.
Questo confronto con la storia e con le altre parti del mondo era il secondo degli sconfinamenti proposti in questo incontro nazionale, che ci ha portato tra le altre cose al confronto con i politici locali tra cui alcuni sindaci, il consigliere regionale primo firmatario di una legge regionale sull’economia solidale ora in discussione e la governatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

L’immersione all’interno della fiera Bioest tra le vie del parco con 10mila visitatori e 170 stand tra produttori e associazioni ha inoltre consentito gli incontri nelle diverse aree in cui era organizzata la fiera: alimentazione, abitare, vestire, buen-vivir, servizi, distretti. La presenza dei produttori tutto intorno ci ricorda la necessità di agganciare le nostre riflessioni alla trasformazione dei circuiti di scambio in cui siamo inseriti; è un metro impegnativo, ma potremo misurare lo sviluppo delle nostre reti dai volumi degli scambi che muovono o spostano. Si tratta di operazioni complesse, da coordinare tra tutti gli attori coinvolti lungo la filiera, che non si risolvono in qualche giorno di scuola o di incontro.
La proposta di Ines è però stata quella di considerare i patti di filiera come uno strumento essenziale per indirizzare i flussi sotto il controllo della comunità. In questo senso, sulla filiera dell’energia, abbiamo assistito alla firma del patto fiduciario tra CO-energia ed ènostra per promuovere una filiera partecipata dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. Abbiamo anche visto porre le basi per la costituzione di un fondo di solidarietà nazionale con il coinvolgimento dei produttori ed i primi passi del gruppo tematico nazionale sulle monete complementari.
Continuano poi le collaborazioni con i vari soggetti dell’economia solidale, come testimoniato dai colloqui della domenica mattina su diversi temi, dalla vicinanza alla situazione critica delle MAG in cui il riconoscimento da parte del governo corrisponde ad una fortissima limitazione della loro operatività, dalla collaborazione con i soggetti del commercio equo e solidale all’interno della Fair Trade Week a Milano e con le organizzazioni internazionali della società civile che si occupano di cibo con la partecipazione ad Expo dei Popoli la settimana successiva.

Infine, il terzo sconfinamento sperimentato durante l’incontro, è stato quello verso le situazioni di fragilità, rese ancora più difficili dalla progressiva ritirata dello stato sociale, qui presenti nei volti degli utenti psichiatrici che si aggirano per il parco. La loro irruzione nella sessione dedicata al confronto con le istituzioni, con dieci minuti di abbracci regalati a politici e cittadini, ben rappresenta la necessità di trovare soluzioni al di fuori degli schemi che possano funzionare per tutti.
Rientrando a casa, sono sempre più convinto dell’utilità degli strumenti di analisi della geometria euclidea (flussi e reti) per studiare le forme dell’organizzazione sociale, e della potenza del postulato di Euclides, che teorizza le reti di collaborazione solidale come strumenti per il benvivere, nel disegnare i riferimenti dello spazio in cui ci muoviamo per la stipula di patti in grado di orientare i flussi e nella costruzione di comunità capaci di futuro in grado di dare ai patti un significato.

Tutto questo ci insegna Marco Cavallo, simbolo di libertà: la necessità di rischiare varcando i confini e accogliendo chi se ne libera, la volontà di democratizzare l’economia per piegarla ai bisogni delle comunità che abitano i luoghi, la necessità di coinvolgere i cittadini in questa festa di liberazione. Da qui passa la storia dell’umanità, roba da pazzi!

6-8 marzo al cinema Odeon TUTTI NELLO STESSO PIATTO TOSCANA

fonte: GAS Fiorentini

scarica la brochure con il programma completo della rassegna

TUTTI NELLO STESSO PIATTO – Tour Toscana è un rassegna di film,  documentari e corti di animazione sul cibo e la sostenibilità alimentare promossa dal circuito dei G.A.S. (Gruppi d’acquisto solidali fiorentini) in collaborazione con il festival internazionale “Tutti nello stesso piatto” di Trento. La rassegna, arrivata alla seconda edizione, è un’occasione di incontro con il cinema e la cultura di Europa, Asia, Africa e America Latina, con i loro cineasti e protagonisti, attraverso i temi del cibo, della biodiversità, della sovranità alimentare, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

tutti2015

Il flusso di coscienza tra consumatore e cibo, il mostrare, il documentare, il raccontare il processo di produzione che sta dietro quello che mettiamo nel nostro piatto è, oggi più che mai, un atto culturale.

C’è un legame tra quello che accade in Asia, Africa, America Latina e le nostre abitudini e scelte alimentari. Con Tutti nello stesso piatto si vuole far luce su questo legame, offrendo all’attenzione del pubblico film e documentari che raccontano il funzionamento delle produzioni agroalimentari e della pescicoltura – ma anche quello delle filiere del commercio equo – e le loro ripercussioni sull’ambiente e sulla società. L’agricoltura mondiale è tornata alla ribalta sui media nazionali e internazionali. Il motivo è stato il rialzo esponenziale del prezzo delle materie prime agricole e del conseguente aumento del costo dei generi alimentari. Opinionisti ed economisti si sono interrogati sulle molteplici cause di questo aumento dei prezzi, sollevando un polverone dal quale emergono a fatica cause vere e presunte. Circa un miliardo di persone nel mondo è denutrito. Un altro miliardo è obeso. Quasi la metà della popolazione mondiale vive quotidianamente il problema di un’alimentazione insufficiente. L’altra metà soffre dei problemi tipici legati ad un’alimentazione sovrabbondante e alle disfunzioni che ne derivano: diabete, eccesso di peso, problemi cardiocircolatori. Questo stato di cose è l’inevitabile corollario di un sistema che consente solo a un ristretto gruppo di multinazionali di trarre profitto dall’intera catena alimentare mondiale. In una fase storica in cui assistiamo all’aumento dei prezzi di tutti i prodotti di base, anche nei paesi occidentali, conoscere e comprendere le politiche alimentari mondiali significa confrontarsi con i temi della globalizzazione e della giustizia sociale, ma significa soprattutto capire quali strategie produttori e consumatori possono mettere in atto per proteggere la propria salute e tutelare l’ambiente. Cambiare si può, anche andando al cinema. Questo è l’impegno del Festival: ristabilire il flusso di conoscenza tra consumatore e cibo. Il mostrare, il documentare, il raccontare il processo di produzione che sta dietro il cibo è – oggi più che mai – un atto culturale. E’ qui che risiede l’urgenza di Tutti nello stesso piatto.

 

PROGRAMMA:

VENERDI’ 6 MARZO

Ore 16: LUCCIOLE PER LANTERNE(versione inglese con sott. in italiano) a seguire TOSCANA MEZZADRA (versione italiana)

Ore 18.30: Aperitivo a cura de “Il pranzo di Babette” (Sala Specchi, euro 5) a seguire presentazione del festival a cura dei G.A.S. Fiorentini

Ore 20.00: Inaugurazione della rassegna a cura dei G.A.S. Fiorentini che danno il benvenuto e presentano la rassegna

Ore 20.30: L’INCUBO DI DARWIN (versione inglese con sott. italiano)

Ore 22.30: SHADY CHOCOLATE a seguire UP IN A SMOKE (versioni inglese con sott. italiano)

SABATO 7 MARZO

Ore 15: Premiazione corti del concorso “Filiera corti 2015″

Ore 16.30: GMO-OGM (versione inglese con sott. italiano)

Ore 20.30: TIGERS (versione inglese con sott. italiano)

Ore 22.30: RESISTENZA NATURALE (versione italiana con sott. inglese)

DOMENICA 8 MARZO

Ore 16: LA COSECHA – THE HARVEST (versione inglese con sott. italiano)

Ore 18: SOLAR MAMA a seguire DAUGHTERS OF NIGER (versioni inglese con sott. italiano)

Ore 20.30: IN GRAZIA DI DIO (versione italiana)

I FILM DEL FESTIVAL:

TIGERS – Prima nazionale (Pakistan, 2014, 100′) di Danis Tanovic: Ayako è giovane, sposato da poco e si guadagna da vivere vendendo medicine locali. Siccome il mercato in Pakistan è dominato dai prodotti di marca occidentale, i suoi affari sono molto fiorenti. Così Ayan tenta la fortuna con la multinazionale Lasta. Ma quando scopre gli effetti collaterali del latte in polvere che sta commerciando, il giovane sfida il sistema e i poteri che ci sono dietro. Un dramma, ispirato a una storia vera, del regista Premio Oscar Danis Tanovic, presentato al Festival di Toronto 2014.

LUCCIOLE PER LANTERNE (Italia, 2013, 42′) di Stefano e Mario Martone
Oggi sulla Patagonia cilena incombe il progetto “HydroAysen”, che prevede la costruzione di cinque grandi dighe sui fiumi Pascua e Baker, nella regione di Aysen. Muovendosi tra passato e presente, il documentario ricostruisce questi avvenimenti attraverso le lotte di donne che provano a resistere al gigante idroelettrico che sta per calpestare le loro terre, imponendo un’idea di progresso che a loro non appartiene. Un documentario che ben evidenzia lo sfruttamento capitalistico predatorio operato dalle multinazionali in Cile.

TOSCANA MEZZADRA (Italia, 2010, 60′) di Massimo Bani: Con formidabile capacità oratoria, Pietro Pinto, Ivo e Luigina descrivono la schiavitù della vita sotto il padrone, le lotte per l’emancipazione, l’abbandono della campagna, la speranza di un ritorno. Sono ricordi e ferite brucianti di una generazione che ha vissuto l’era del tardo feudalesimo terriero, come quella del neocolonialismo tecnicistico/mediatico-virtuale. Una testimonianza di una cultura per secoli granitica e di colpo frantumata dalle brame ipnotiche del progresso.

L’INCUBO DI DARWIN (Austria, 2004, 110′) di Hubert Sauper: Durante gli anni Sessanta, nel cuore dell’Africa, nel Lago Vittoria, fu introdotta artificialmente una nuova specie di pesce: il persico del Nilo. In breve tempo avrebbe provocato l’estinzione di quasi tutte le specie ittiche locali. Oggi enormi cargo ex sovietici atterrano ogni giorno nella zona per caricare il pescato quotidiano  e scaricare le loro merci dirette a sud… sono fucili kalashnikov e munizioni per le innumerevoli guerre dimenticate che si combattono nel cuore oscuro del continente africano. Tanti ingredienti per questo originale film che dimostra come tutti i problemi sono collegati.

RESISTENZA NATURALE (Italia, 2014, 90′) di Jonathan Nossiter: Il regista di “Mondovino” incontra viticoltori che non si sono piegati  alla standardzzazione e hanno uno stretto legame con la terra che coltivano… Ci sono documentari di denuncia che finiscono con lasciare le situazioni esattamente come prima, carichi come sono di facili velleitarismi. Ce ne sono invece altri, come questo, che alla denuncia uniscono l’informazione, associandole poi con la scoperta di persone vere che hanno progetti e realizzazioni precise e non solo simbolici combattenti contro i mulini a vento. Un bellissimo film con il sapore della speranza.

GMO-OGM (USA, 2013, 85′) di Jeremy Selfer: Oggi stiamo inconsapevolmente partecipando al più grande esperimento mai condotto sugli esseri umani : ognuno di noi consuma OGM senza esserne al corrente. I rischi e gli effetti per la nostra salute e l’ambiente sono in gran parte sconosciuti: sempre più studi vengono condotti in tutto il mondo e forniscono solo ulteriori motivi di preoccupazione. Il docufilm racconta la storia della scoperta degli OGM in relazione a tre bambini e al mondo che li circonda. Abbiamo ancora tempo per guarire il pianeta , nutrire il mondo e vivere in modo sostenibile, ma dobbiamo iniziare ora!

IN GRAZIA DI DIO (Italia, 2013, 125′) di Edoardo Winspeare: Finis Terrae, Leuca, il confine. Una famiglia che sta per perdere tutto. Quattro donne diverse tra loro, ma legate in modo dissolubile alla natura e ai luoghi che amano di più di qualsiasi altra cosa: la loro casa, la terra a cui appartengono. La crisi economica sembra distruggere tutto, compresi i legami, ma loro non ci stanno. C’è un modo per contrastare tutto ciò: bisogna guardare davvero a ciò che si possiede. I beni dei quali, a volte, il mondo si dimentica. Per sentirsi “in grazia di Dio”. Un bellissimo film di passione e di speranza.

SHADY CHOCOLATE (Danimarca, 2012, 45′) di Miki Mistrati, Roberto Romano: Docufilm d’inchiesta sul greenwashing da parte dell’industria del cioccolato. Le interviste rivolte ad aziende come la Nestlè, la Rainforest Alliance e la UTZ Certified, sino ad arrivare ai vertici dell’International Cocoa Initiative (di cui sono membri, tra l’altro, la Nestlé e la Ferrero) smascherano molte delle iniziative che queste realtà si vantano di sostenere contro lo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di cacao della Costa d’Avorio. Un bellissimo film di denuncia che rappresenta il seguito di “The Dark Side of Chocolate”.

UP IN SMOKE (Honduras, 2011, 70′) di Adam Waketing: Il film segue il lavoro dello scienziato britannico Mike Hands, che negli ultimi 25 anni ha lavorato alla messa a punto di una tecnica di produzione agricola sostenibile che vada a sostituire l’agricoltura “slash and burn” (“taglia e brucia”) utilizzata nelle foreste pluviali della zona equatoriale. Sono tre i personaggi principali: i due contadini dell’Honduras Faustino ed Aladino e lo stesso Mike Hands, che cerca supporto nei politici più influenti per inserire la sua tecnica tra gli argomenti di discussione nel summit di Copenaghen 2009.

LA COSECHA (The Harvest, USA, 2011, 80′) di Roberto Romano: Un toccante e meraviglioso film sul lavoro minorile nei civilissimi Stati Uniti d’America attraverso la durissima vita di ragazzini nelle fattorie e nei campi. Questo film ci da’ la possibilità di entrare in contatto con questi bambini e ragazzi che sacrificano la loro infanzia per nutrire l’America e, cosa assai più importante per loro, per nutrire le loro famiglie e loro stessi. Prodotto da Eva Longoria, è candidato all’Academy Award War/Dance.

SOLAR MAMA (Giordania-India, 2012, 60′) di Mona Eldaief, Jehane Noujaim: Ratea è la seconda moglie di un beduino che vive in uno dei villaggi più poveri della Giordania. Viene selezionata per frequentare il Barefoot College in India che offre alla donna la possibilità di diventare ingegneri solari, senza bisogno di saper leggere, scrivere o capire l’inglese. Con questi studi lei sarà in grado di portare energia elettrica al suo villaggio. Quando tornerà come prima ingegnere solare femminile sarà capace di ispirare altre donne del villaggio per unirsi a lei e cambiare vita? Il film unisce il team della donna e della sostenibilità.

DAUGHTERS OF NIGER (Nigeria, 2012, 55′) di Ilse Van Lamoen: Il ritratto intimo di tre donne comuni nel Delta del Niger, che devono riuscire a far quadrare il bilancio contro ogni previsione. Come le loro storie personali raccontano, comincia ad essere chiaro che l’inquinamento ambientale non è l’unica violazione dei diritti umani che colpisce la loro vita. Il film si concentra sulla forza e la resistenza delle tre eroine che tutti i giorni superano il disagio e danno ai loro figli la speranza di un futuro migliore.

 

BIGLIETTI/TICKETS:

Biglietto singolo: intero euro 6, ridotto euro 5 (studenti, over 65, chi si presenta con una copia della rivista Terranuova)

Abbonamento: biglietto giornaliero del sabato e domenica euro 12, abbonamento intera rassegna euro 25.

Domenica 9 marzo BIO-MERCATINO MANGIASANO A POZZOLATICO

Domenica 9 Marzo 2014

dalle ore 9:00-18:00

BIO-MERCATINO MANGIASANO A  POZZOLATICO
18°Appuntamento

Orario: ore 9:00-fino a sera

 

Ritornano tra i banchi!!
il Pesce della Coop Mare Nostrum
Agrumi dalla Calabria Coop Pane Amore Liberta’
Carne Bovina della Fattoria il Palazzo

ore 11:00 laboratorio:  il Qi Gong: una ginnastica per la mente e il corpo
promosso dal Centro Sferologico di Ponte a Ema www.centrosferologico.it
Portate abbigliamento comodo!

ore 12:00: “i produttori si raccontano”: Mini-Lombricoltura casalinga, laboratorio per bambini e adulti
a cura dell’ az. agr. Stefano Colucci.

ore 13,00: pranzo condiviso e con i prodotti del mercato. PORTATE LE VOSTRE STOVIGLIE!

ore 15:00: “incontro con l’autore”: Gli anni ‘80 a San Gersolè, raccontati dallo scrittoreMatteo Chiarantini.

ore 15:00: assemblea territoriale “Verso Mondeggi Bene Comune -Fattoria senza padroni”.

L’adesione a Rifiuti Zero continua!
Fate la spesa esclusivamente con le vostre borse e i vostri contenitori !!!
Confidiamo nella vostra collaborazione, grazie!

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VAS-Onlus, Gasluzzo, GAS Le Rose, GAS del Impruneta, GAS di  Strada in Chianti

Sabato 8 marzo Mercato Contadino AGRIKULTURAE

fonte: http://www.gasfiorentini.it/2014/news/agrikulturae-08-03-2014

Mercato Contadino

AGRIKULTURAE
Laboratorio agricolo-culturale per un’altra  economia possibile:
Sostenibile, Sobria e Solidale

BiblioteCaNova Isolotto – via Chiusi, 4/3a – Firenze

SABATO 8 MARZO 2014
Dalla mattina al tramonto nel piazzale e in biblioteca
vendita di produzioni locali di qualità, animazione e convivialità

Cosa si fa
9.00 – 17.00
Vendita di pane, pasta, olio, vino, verdure, conserve, miele, marmellate e formaggi della nostra terra e prodotti ecologici per la casa e per il corpo.
SbarchInPiazza: la Rete di Economia Solidale SUD sbarca ad Agrikulturae con prodotti e produttori dalla Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.
INFO:
http://sbarchinpiazza.ressud.org/k_elenco_piazze.php
http://sbarchinpiazza.ressud.org/k_elenco_produttori.php

10.00 – 12.00
Coop. Agr. IRIS: il lavoro, la mutualità, le produzioni biologiche.
Fra gestione diretta e proprietà collettiva, con i soci finanziatori che partecipano agli utili della cooperativa. Sviluppo della filiera agricola biologica italiana. Nuovo pastificio in bioedilizia.

11.30
“Tutto l’anno festa di tutte le donne”: in occasione della Giornata internazionale della donna, performance teatrale, a cura di Barbara Cip e letture a tema.
13.30
Pranzo condiviso: porta da casa piatto, posate, bicchiere e qualcosa da condividere a tavola.

 

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Ci rivediamo Sabato 12 aprile 2014

INFORMAZIONI:
BiblioteCaNova Isolotto  T/F 055 710834

Rassegna cinematografica “Tutti nello stesso piatto” Tour – Edizione Toscana 07-08-09.03.2014

fonte: http://www.gasfiorentini.it/2014/news/rassegna-cinematografica-tutti-nello-stesso-piatto-tour-edizione-toscana-07-08-09-03-2014/

 

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Da venerdi 7 a domenica 9 marzo 2014
Spazio Alfieri
Via dell’Olivo, 6 – Firenze

PROGRAMMA
(Brochure: BrochureTNSP2014_A5)

Ingresso singolo***
Biglietto intero € 5,00 – Ridotto € 4,00, per studenti, persone al di sopra dei 65 anni, e per i soci del ControRadio Club.
*** L‘ingresso singolo include da uno a tre docu-film, in lingua originale con sottotitoli in italiano, per una durata complessiva di circa 1 ora e 30 minuti di visione.

Abbonamenti
Biglietto giornaliero del sabato e domenica € 12,00
Abbonamento Rassegna (Non nominativo) € 25,00

Venerdi 7 marzo 2014
ore 19.00 Inaugurazione
ore 20.00 I Gruppi di Acquisto Solidale danno il benvenuto
ore 20.30 Prima proiezione: Canned dreams
0re 22.30 Seconda proiezione: Land rush + When the water ends

Sabato 8 marzo 2014
ore 16.00 Terza proiezione: The last catch
ore 18.00 Quarta proiezione: La cosecha (The harvest)
ore 21.00 Quinta proiezione: The dark side of chocolate + After the harvest: Fighting hunger in the coffeelands + Le seigneur de Darjeeling

Domenica 9 marzo 2014
ore 16.00 Sesta proiezione: También la lluvia
ore 18.00 Settima proiezione: Our daily bred
ore 21.00 Ottava proiezione: The price of sugar + Toscana mezzadra

Link al Festival di Trento.

Su Facebook

info: info.tnsptoscana @ gmail.com

Corso di panificazione al Parco di Poggio Valicaia

 Associazione Il Labirinto e Parco di Poggio Valicaia
presentano:

Corso di panificazione sabato 19 Ottobre 2013 9.30-18.30

pane

Avete voglia di sperimentarvi con questa nuova avventura culinaria? Imparare a fare il pane da soli, scegliendo finalmente cosa metterci dentro e arrivando ad un prodotto che non ha niente da invidiare a quello sul mercato? Noi siamo quasi pronti e stiamo preparando il primo corso, il primo step di un cammino che abbiamo pensato per mettere in condizione persone e genitori di costruirsi soluzioni alternative che puntano ad essere pratiche e di qualità. Il corso avrà la durata di otto ore e metteremo le mani in pasta usando sia il lievito di birra che la pasta madre in modo che vi resti l’imbarazzo della scelta. Il numero massimo di iscritti sarà 12. IL costo promozionale di 50 euro, la farina la forniamo noi come anche il materiale di base. I prodotti saranno cotti nel forno della cucina del parco. Il programma:
Parte teorica:
– Pasta madre: cosa è, cosa ci si fa, come si usa, come si conserva.
– Le farine, quali e dove trovarle.
Mettiamo le mani in pasta e facciamo insieme:
– Pane a lievitazione naturale (con pasta madre)
– Pane con le frutta secca (noci, pinoli, mandorle, etc. o semi) con lievito di birra;
– Rinfresco della pasta madre.

Alla fine della giornata ognuno porterà a casa il pane realizzato e un pezzo di pasta madre, per continuare l’avventura!

Il pranzo, è al sacco e ognuno porta il suo!
Noi faremo  l’impasto della schiacciata con i pomodorini, da cuocere li per li e offrirla a chi viene!
Per iscrizioni e informazioni:  infoparco@poggiovalicaia.it oppure visitando il nostro blog: http://poggiovalicaia.wordpress.com/

Il nostro indirizzo mail: infoparco@poggiovalicaia.it
Il nostro blog: http://poggiovalicaia.wordpress.com/

Questa mail vuole essere uno strumento di informazione per le attività che presentiamo al Parco di Poggio Valicaia come Associazione Il Labirinto. Molti di Voi ci hanno chiesto di essere iscritti e informati. Per coloro che invece non vogliono essere iscritti alla nostra lista, sono pregati di comunicarlo e provvederemo alla cancellazione. Questa news letter non avrà cadenza regolare ma sarà vincolata alle varie iniziative in programmazione al Parco o ad eventi speciali. Grazie, Associazione Il Labiritno.