La terra in buone mani

fonte: Distretto di Economia Solidale MOdena (DESMO)

L’azienda agricola  Testoni, che produce ciliegie e pere biologiche su un terreno di proprietà, si trova nella necessità di vendere il terreno, per un impellente bisogno di liquidità. Sono4,5 ettari circa, nella zona di Castelfranco Emilia (Mo).

Andrea ha costruito negli anni un ottimo rapporto con circa 60 GAS, dei quali una quarantina nel fiorentino e gli altri distribuiti  nel modenese e nel territorio regionale.
Questo “portafoglio” si è costituito gradualmente negli anni, e rappresenta oggi una rete solida e consolidata, forte di una fiducia e stima reciproca. L’intera produzione di ciliegie del 2014 è stata venduta al dettaglio e ai GAS, senza  distributori.
La decisione di mettere in vendita il terreno, oltre a rappresentare la dolorosa fine di un sogno per il produttore, è stata accolta con estrema preoccupazione da parte di tutti i gas che hanno rapporti con Andrea Testoni, la cui passione, serietà ed eticità sono ampiamente riconosciute oltre alla indubbia simpatia e calore umano. Ci sono state molte manifestazioni di solidarietà; l’unanime desiderio sarebbe che l’attuale proprietario potesse continuare a gestire  il frutteto con la medesima passione, competenza e attenzione alla sostenibilità che da sempre lo contraddistingue, perseverando in questa bella esperienza di resistenza e cura del territorio e dell’ecosistema.

Su questi presupposti il DES di Modena si è adoperato nella ricerca e nella valutazione di soluzioni che permettano di non disperdere il valore etico e la storia di questa azienda.

Un gruppo di lavoro formato da rappresentanti di alcuni gas econsiglieri DES, insieme al produttore e  consulenti qualificati, ha elaborato il seguente progetto di sostegno, che prevederà anche la possibilità di un utilizzo del terreno per attività ludico-ricreativo-culturale secondo le regole che si daranno i sostenitori del progetto.

LA TERRA IN BUONE MANI
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Le “ciliegie di Salarolo (*)” sono buone, Andrea le produce da anni con metodo biologico. Noi conosciamo l’amore di Andrea per la sua terra. Le sue ciliegie hanno dentro una storia: passione, cura sapiente, sostenibilità.

Noi desideriamo che tutto questo non finisca.

Chiediamo anche la tua solidarietà, la disponibilità ad investire un po’ di denaro per permettere di continuare  questo uso intelligente del territorio. Non si tratta certo di  un investimento di tipo speculativo, quanto piuttosto di usare i propri risparmi per creare ricchezza ecologica e sociale.

Lo puoi fare attraverso queste forme di solidarietà concreta:

° Acquisto di una o più piccole quote del terreno
° Libere donazioni

* Il fondo agricolo di Andrea è in via del Salarolo, nell’antichità su queste terre, nei pressi della via Emilia, c’erano i magazzini del sale degli antichi romani.

Garanzia Partecipata Toscana: ecco il calendario delle visite della zona Firenze-Val di Pesa

Ecco il link al sito della garanzia partecipata http://www.garanziapartecipata.it dove si trovano tutte le informazioni.

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Qui sotto il calendario per poter partecipare alle visite della zona Firenze – Val di Pesa.

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Calendario Visite 2015
GRUPPO “FIRENZE – CHIANTI – VALDIPESA”

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16 maggio ALESSIO: presenti FORNACI, SABRINA, PEREYRA

30 maggio SABRINA: presenti UPUPA, BRANDO, ALESSIO

20 giugno BACIO: presenti BENEDETTANATURA

4 luglio FABRIZIO: presenti UPUPA, BACIO

18 luglio BRANDO: presenti PEREYRA, SABRINA, ALESSIO

19 settembre  PANDOLFINI (da confermare)

17 ottobre UPUPA: presenti SABRINA, FORNACI, BRANDO

21 novembre PEREYRA: presenti BRANDO, MARCO

19 dicembre MARCO: presenti FORNACI, PEREYRA, BRANDO

Agrikulturae del 9 Maggio “La lunga marcia dei Sem Terra” e Mangiasano del 10 Maggio

Dal sito dei Gas Fiorentini
AGRIKULTURAE – Sabato 9 Maggio dalle ore 9,00 alla Bibliotecanova Isolotto Via Chiusi 4/3
Vedi Link
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EDIZIONE SPECIALE : “LA LUNGA MARCIA DEI SEM TERRA”

in mattinata:

ore 10.30: presentazione del libro “La lunga marcia dei senza terra. Dal Brasile al mondo“, di Claudia Fanti, Serena Romagnoli e Marinella Correggia, ed. EMI. Alla presenza di una delle autrici, Claudia Fanti, di contadini e attivisti della rete di Genuino Clandestino e del comitato Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni
Sara’ presente una delegazione di alcuni militanti del Movimento  Lavoratori rurali Sem Terra (MST)
MANGIASANO -Domenica 10 Maggio al circolo CRC di Pozzolatico
vedi Link

Visita a Funghi Espresso. Un’azienda agricola senza terra …

Visita a Funghi Espresso. Un’azienda agricola senza terra, come si definiscono loro.

Il fungo, alimento ricco di proteine e sali minerali.

http://www.funghiespresso.com/

La storia di qupleorotusesta piccolissima azienda ce la racconta Antonio di Giovanni, laureato all’università di agraria di Firenze. L’idea parte dal tentativo di realizzare in pratica un sistema di recupero dei fondi di caffè. L’ispirazione viene dagli interessi che in quegli anni Antonio coltiva con letture (100 progetti per un milione di posti di lavoro) ed incontri sul tema della Blue Economy (Rossano Ercolini, Centro ricerche rifiuti zero). Nell’ambito delle attività di studio Antonio si trova a fare l’analisi dei rifiuti indifferenziati domestici, durante il vaglio emerge la presenza significativa delle famigerate capsule del caffè Lavazza. Da li si muove un lavoro di studio per la riprogettazione della capsula (Antonio indica come buon lavoro quello che ha portato alla realizzazione di Kompressor dell’Ing. Belloni in Emilia Romagna) o al tentativo di coinvolgere le aziende produttrici al fine di pensare nuovi materiali e sistemi per il caffè (si ricorda che Nespresso invece usa tutto alluminio, che ritira e recupera). La ricerca si è mossa anche nell’ambito della valorizzazione dei fondi di caffè per il loro riutilizzo in agricoltura per la produzione di funghi. Lavazza produrrà una capsula in mater-bi.

Nasce il progetto “Dal Caffè Alle Proteine”.

Un lavoro didattico che ha coinvolto numerose scuole e moltissimi bambini ed anche Slowfood per tramite del progetto “Orto in condotta” al quale hanno fornito substrato esausto per l’orto dai fondi del caffè.

I soci della società sono tre. Oltre ad Antonio ci sono Vincenzo, un architetto che a Napoli stava realizzando un progetto simile all’idea di Antonio, e Tomohiro, detto Tomo, un signore giapponese interessato all’argomento dei rifiuti che ha girato numerosi paesi seguendo le varie campagne e che, per tramite di Rossano Ercolini, ha conosciuto questa idea di impresa ed ha voluto starci dentro attraverso una quota di comproprietà.

Si è individuato a Capannori un capannone industriale privo di amianto e delle dimensioni adeguate per l’attività da svolgere. Era sede di uno zoccolificio che ha chiuso nel 2003. Anche questa scelta ci sta un’azione di recupero.

E quindi siamo agli aspetti pratici che comportano l’avvio di una impresa: il piano quinquennale di previsione economico/finanziaria che viene chiamato business plan, studio delle leggi in materia, osservazioni al piano dei rifiuti Regionale per evitare che i fondi di caffè venissero considerati rifiuti. L’obiettivo economico principale dell’azienda è quello di vendere l’intera produzione di funghi. Già forse non lo abbiamo detto, ma l’azienda coltiva funghi utilizzando fondi di caffè recuperati al momento in cui scriviamo presso diciotto bar della zona di Capannori, si tratta di esercenti che hanno aderito in maniera volontaria al programma di recupero dei fondi seguendo un piano di trattamento dello scarto del caffè al fine di renderlo ottimale per questo tipo di attività. Ricordiamo infatti che uno degli obiettivi del progetto è quella di far riconoscere il fondo come sottoprodotto e non rifiuto. Su questo aspetto Antonio ci ha spiegato che si tratta di una innovazione assoluta e la legge attualmente non è ancora definita. Allo stato attuale i bar che forniscono i fondi sono iscritti ad un registro istituito appositamente nell’ambito di un protocollo HACCP.

Se non abbiamo capito male, altre aziende che coltivano funghi in maniera tradizionale utilizzano la paglia come base sulla quale inoculare le spore con l’aggiunta di concimi. La FunghiEspresso coltiva mescolando i fondi di caffè con del pergamino (la buccina del chicco di caffè che viene scartata dopo il processo di torrefazione) che viene recuperata da una torrefazione in zona, per rendere il substrato ottimale dal punto di vista della consistenza e della presenza di umidità. Anche in questo caso l’uso del pergamino per altri fini lo toglie dal novero dei rifiuti. Un altro utilizzo del pergamino è quello dello sfruttamento per la produzione di calore (viene bruciato). Successivamente inocula con le spore del micelio che acquista presso una ditta di Verona.

Il composto viene insacchettato e messo in una camera oscurata per trenta giorni. Abbiamo visitato la camera trovando molte corde in cui sono appesi i sacchi di plastica trasparente (in modo che possono essere costantemente ispezionate) che al buio lasciano sviluppare le spore. In questa fase può esserci una perdita di prodotto in quanto alcuni sacchi possono produrre funghi o muffe non desiderate. Questi vengono eliminati durante i controlli. Dopo trenta giorni le confezioni vengono portate in altra stanza con luce e la confezione di plastica viene aperta, in una settimana inizierà la fruttificazione e la conseguente raccolta che avviene in piedi con l’operatore per passa di sacco in sacco a raccogliere i funghi “maturi”.

Una volta che il contenuto del sacco ha esaurito il suo potenziale può essere utilizzato come terriccio per orticoltura e giardinaggio (sono in corso studi per realizzare in materiale biodegradabile anche il sacco).

Il fungo coltivato al momento è il Pleurotus Ostreatus (orecchione o gelone grigio) e il Pleurotus Cornucopia (giallo). Sono le varietà che garantiscono la miglior resa. Sono allo studio coltivazioni di altri funghi, per esempio il pioppino.

I valori nutrizionali del fungo coltivato si possono trovare nel sito, in sintesi su 100gr di fungo sono presenti circa 8 grammi di proteine. Si tratta di funghi a bassissima tossicità, non è un caso che siano i più venduti anche nei supermercati.

FunghiEspresso vende sia i funghi sfusi a 5,50 euro + iva 4% (quelli grigi) e a 7,50 euro + iva 4% quelli gialli (che hanno una resa minore e costi di produzione più alti).

Vengono venduti anche dei kit per prodursi i funghi in casa. Si tratta di confezioni di cartone con all’interno la busta di plastica che contiene le spore inoculate. Nel cartone le istruzioni riportano i passi per poter avere circa 500 gr di funghi nell’arco di una settimana. La confezione è in vendita anche alla Cooperativa di Legnaia ed è nata più come scopo didattico che come prodotto per il consumo quotidiano.

Attualmente la produzione di funghi è di 30 kg alla settimana. Le consegne potrebbero essere circa tre per viaggio (vale dire un viaggio verso Firenze, tre/quattro consegne) considerando un minimo di 3 kg per gas che pagherebbe un contributo di 5 euro di spese di viaggio qualsiasi sia la quantità consegnata.

Abbiamo terminato con un copioso buffet, nientemeno che a base di funghi.

Stefano

Ci sono anche le foto della visita:

https://gaschianti.wordpress.com/2015/03/24/visita-a-funghi-espresso-le-foto/

Trame di giustizia dall’India. Incontro con Mala Sinha

_vdpIl 25 maggio la fondatrice del progetto di tessile Bodhi sarà all’Arci di Firenze in piazza dei Ciompi

I coniugi Sinha avevano un sogno: coltivare l’artigianato tessile conservandone la tradizione, rispettando l’ambiente e creando un’occupazione sana nel loro paese. Questo sogno si è trasformato nel progetto Bodhi, che il 25 maggio sarà raccontato dalla viva voce della sua fondatrice, Mala Sinha, ospite dell’associazione Il Villaggio dei Popoli nella sede Arci di Firenze.

La città e i clienti della Bottega potranno così ascoltare la testimonianza di questa donna che insieme al marito ha coltivato a lungo la strada della giustizia e della sostenibilità della produzione tessile. Vite dedicate all’artigianato che ora sfociano in progetti di Commercio Equo e Solidale di cui vale la pena ascoltare i dettagli.

L’incontro con Mala Sinha sarà preceduto da un aperitivo, alle 19.30.

Per informazioni
0552/346319
associazione@villaggiodeipopoli.it

 

http://www.altromercato.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3962